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Non è l'Arena, Selvaggia Lucarelli contro Massimo Giletti sui no vax: "Mister silicone in esclusiva"

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E' un attacco frontale quello di Selvaggia Lucarelli contro Massimo Giletti, come del resto è accaduto altre volte. In questa circostanza la giornalista e giurata di Ballando con le Stelle, critica il conduttore di Non è l'Arena per gli ospiti che invita nei suoi programmi. Ovviamente lo fa tra le righe. Giletti non ha mai censurato i no vax, anche quelli che sostengono le teorie più assurde ed evidentemente questo non piace a Selvaggia Lucarelli, come del resto non piace anche ad altri. Stavolta Selvaggia Lucarelli mette le mani avanti e tira una frecciata velenosa al conduttore. Lo fa dai suoi profili social: "Ovviamente mister Braccio di silicone ha già chiuso esclusiva con Massimo Giletti. Come ti sbagli". 

Sembra che Selvaggia Lucarelli dia per scontata la presenza alla prossima puntata di Non è l'Arena del dentista che si è presentato al centro vaccinale con un braccio di silicone per evitare la somministrazione ma ottenere il super green pass. Ed è probabile che potrebbe essere proprio Massimo Giletti a concedergli spazio su La7. Ha sempre spiegato che la sua trasmissione è una agorà che "deve creare dibattito, aperta anche a chi non la pensa come me". E non a caso i no vax hanno avuto sempre ampio spazio, dando vita a volte a dibattiti e discussioni surreali, che ne hanno messo in evidenza i palesi limiti, l'incapacità nella lettura dei dati, la violenza verbale nelle risposte a professori e studiosi che si occupano di virus e vaccini da decenni

Di certo Non à l'Arena è invece una vera e propria arena dove i colpi non mancano mai, anche quelli proibiti. Massimo Giletti ha sempre saputo ben gestire un programma così complesso e forse non è il caso che politici con importanti incarichi di governo o personaggi che nelle loro storie sono nettamente dalla parte del torto, evitino la partecipazione a Non è l'Arena. A non pensarla così è chi sostiene che le voci che dipingono tesi assurde e realtà falsate non debbano avere spazio in trasmissioni che raggiungono milioni e milioni di italiani, soprattutto su un argomento delicato come quello della pandemia da Covid. Chi ha ragione?