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Perugia, rivoluzione nel mondo dell'assistenza scolastica: esce Borgorete dal 7 gennaio

Sabrina Busiri Vici
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E’ in corso una rivoluzione nell’assistenza scolastica degli istituti di Perugia. Il bando di gara comunale in merito sarebbe stato vinto da un’azienda lombarda. Un risultato che metterebbe fuori Borgorete, la cooperativa sociale locale che da oltre vent’anni, insieme a Polis, porta avanti l’attività di assistenza per gli alunni e gli studenti con disabilità in tutte le scuole, dall’infanzia alle superiori. 
A far funzionare il sistema circa 120 persone che ora sono molto preoccupate per il futuro.
A parlarne con il Corriere dell’Umbria è una di loro Marta Cesarini.

 


Marta, dopo tanti anni di attività che cosa ha penalizzato la vostra struttura nell’assegnazione dell’appalto?
Non so il motivo. So solo che la proposta economica delle nostre cooperative era più bassa rispetto a quella fatta dall’altra azienda. Non so perché il progetto sia sembrato peggiore, visto che conosciamo benissimo il nostro servizio, le scuole, gli alunni e le famiglie e il progetto era disegnato sui loro bisogni”.
Che rassicurazioni vi sono sul vostro futuro lavorativo?
Ancora è presto per dirlo. Dovremmo essere riassorbite da questa nuova realtà, ma non so se la proposta verrà rivolta a tutte noi e nemmeno so chi accetterà. Certo, noi lavoriamo, oltre che nell’assistenza scolastica, anche in altri servizi e durante l’anno intero. Che ne sarebbe di tutto questo?

 


Quando dovrebbe finire il vostro incarico e quando inizierebbe l’altra azienda?
Subentrerebbe dal 7 gennaio. Un cambio fatto a metà anno che, a mio avviso, può risultare veramente inopportuno soprattutto in funzione dei ragazzi e dei bambini con cui lavoriamo”.
Lei come si comporterebbe di fronte a un’offerta di lavoro della nuova azienda?
Non so, la mia esperienza è legata alle nostre cooperative perugine anche da un punto di vista umano, siamo una realtà in cui ci si conosce e ci si apprezza a vicenda, in cui c’è una storia comune. La cooperativa ci appartiene e in essa c’è un investimento affettivo forte”.