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Terni, mancano i vaccini anti Covid. Caos e disagi alla postazione Usl delle ex Bosco

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A Terni caos e disagi a non finire domenica 5 dicembre per l’Open day vaccinale all’hub delle ex officine Bosco. Almeno 400 le persone che hanno dovuto rinunciare alla terza dose dopo essersi messe in fila dal primo pomeriggio. E c’è voluto l’intervento di polizia e carabinieri per evitare il peggio e indurre a più miti consigli chi si era fatto prendere dall’ira dopo oltre un’ora di attesa. Sin da prima delle 14 in tanti si erano messi in coda nel parcheggio di fronte alla palestra Casagrande. A un certo punto dal megafono è arrivata la notizia che le dosi, a parte quelle riservate a chi si era prenotato, erano insufficienti.

Gli operatori hanno informato i presenti che ne erano a disposizione 200 e che di conseguenza tutti gli altri avrebbero dovuto rinunciare. Tra questi c’erano anche anziani, disabili e lavoratori che avevano bisogno del green pass. Ma la proteste sono state inutili e alla fine la polizia locale ha chiuso l’ingresso all’incrocio tra viale Curio Dentato e il terminal bus accanto alla stazione ferroviaria. Dall’Usl allargano le braccia e ribadiscono che i team vaccinali sono stati ridotti drasticamente e che l’organizzazione degli Open day fa capo alla Regione. Tra l’altro l’elenco delle sedi, aperte domenica 5 dicembre, è stato più volte modificato. Disagi anche a Narni e Fabro Scalo dove i cittadini che si sono presentati hanno trovato le postazioni chiuse. Critiche alla Regione da parte della segreteria del Pd ternano e del consigliere regionale del M5s, Thomas De Luca.

Secondo Alessandro Gentiletti, capogruppo di Senso Civico a palazzo Spada, “quanto accaduto all'hub vaccinale di Terni è inaccettabile. Il sindaco si attivi immediatamente con l'assessore regionale per verificare, avere chiarimenti e pretenda il dovuto rispetto per la nostra città. Occorre avere molte più dosi a disposizione ed intensificare gli Open day; occorre che ai ternani sia data la possibilità di prenotarsi e potersi vaccinare a Terni. Servono più risorse e più personale. Servono subito. Nessuno di noi, di qualunque schieramento politico, può consentire che la nostra città sia trattata in questo modo. Vaccinarsi - ha concluso Gentiletti - è un diritto”.