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Perugia, il gruppo scout di Gualdo Tadino festeggia cento anni di vita

Salvatore Zenobi
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Cento anni portati benissimo. E’ il traguardo che festeggia il gruppo Scout Gualdo Tadino che ha visto la luce il 3 dicembre 1921, tra i primi in Italia visto che il movimento scoutistico italiano è stato fondato nel 1916. Nel documento originale di fondazione, conservato gelosamente dal gruppo gualdese, è ben distinguibile la firma del conte Mario di Carpegna, il fondatore dello scoutismo cattolico italiano.

Attualmente il gruppo conta circa 170 associati suddivisi nelle varie branche in cui è costituito il movimento scoutistico a livello nazionale: Lupetti, Scout, Noviziato-Clan e Comunità capi. Le regole legate all’emergenza Covid hanno modificato l’attività del gruppo, ma non la volontà di essere presenti. Così gli scout hanno deciso di non effettuare una sola cerimonia per ricordare il centenario ma un intero anno di festeggiamenti in cui saranno fatte diverse attività fino alla chiusura finale.

Intanto è stato indetto un concorso tra scout gualdesi per realizza quella sarà una toppa del centenario per la divisa scoutistica. Sono tantissimi i ragazzi che nel corso di questi cento anni hanno vestito la divisa scout: moltissimi quadri della classe dirigente della città e tanti professionisti perché quasi tutti i gualdesi sono passati per l’oratorio salesiano e per il gruppo scout. A riprova di questo è nato anche il Masci, il movimento degli adulti scout. Il gruppo, se si eccettua la fase dell’era fascista quando il movimento scoutistico fu chiuso in tutta Italia, ha sempre operato nel territorio.

Da ricordare l’operato, come grande educatore, di Antonio Dibitonto conosciuto a Gualdo come sor Antonio. Il gruppo Scout gualdese oltre alle tradizionali attività educative improntate a seconda delle fasce di età su natura, gioco, avventura e servizio, prosegue anche nel progetto di accoglienza alla Colonia dove, nel corso degli anni, sono transitati gruppi provenienti da tutta Italia e anche alcuni dall’estero. Nella storia del gruppo un grande contributo è stato dato da sacerdoti o laici salesiani, tra i quali oltre al sor Antonio, don Ennio Pastorbuoni, don Biagio Perazzi, don Ennio Borgogna, il professor Morichini, che proprio intorno all’oratorio organizzò anche la resistenza gualdese.