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Orvieto, Reliquiario del Corporale: allestito il laboratorio per iniziare il restauro

Davide Pompei
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“Un intervento importante di conservazione e valorizzazione di un prezioso simbolo religioso della nostra comunità”. Così l'ingegnere Andrea Taddei, presidente dell'Opera del Duomo di Orvieto, in provincia di Terni, descrive il restauro dell'antico reliquiario del Corporale realizzato da Ugolino di Vieri nel 1338.

In questi giorni all'interno della Cattedrale, nella libreria Albèri che fa parte dello spazio espositivo del Modo, è stato allestito il laboratorio temporaneo che consente di seguire lo sviluppo degli interventi sulla preziosa opera.

 

Non solo un gioiello dell'oreficeria medievale, ma anche il più “imponente esempio di manufatto traslucido” esistente così come ricordato dallo storico dell'arte Giuseppe Basile in occasione della restituzione dopo il complesso intervento conservativo condotto da parte dell’allora Istituto centrale per il restauro negli anni '80 del secolo scorso. La struttura portante dell’opera è in argento dorato, come pure le parti decorative lavorate a tutto tondo. Ad essa sono unite attraverso piccoli chiodi, placche di diverse forme e dimensioni, lavorate a bulino e cesello e poi smaltate con paste vitree traslucide.

“L’Opera del Duomo – spiega il presidente, Taddei – ha fortemente sostenuto questo intervento di restauro nell’intenzione non solo di proseguire il percorso di conservazione, come già avvenuto in questo ultimo anno per altre opere d’arte, ma soprattutto per riconsegnare alla città e alla diocesi lo splendore di un manufatto unico e straordinario nel suo genere”.

 

Il manufatto è stato sottoposto ad un’accurata documentazione fotografica, a cura della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Umbria, e ad una nuova approfondita campagna diagnostica con tecnica fotografica non invasiva. Il restauro vero e proprio, su progetto dell’Icr approvato dalla Soprintendenza, è stato affidato a Mari Yanagishita (nella foto), professionista e docente, selezionata per lo straordinario curriculum di formazione ed esperienza specifica dalla commissione di valutazione istituita dalla Fabbriceria.

Inizialmente conservato nella cappella del Corporale, in Duomo, all’interno della vetrina fatta realizzare da Icr e Soprintendenza, il reliquiario è stato trasferito nel 2014 al Modo in occasione del giubileo eucaristico, allo scopo di garantire un maggior controllo delle condizioni microclimatiche e nuove campagne di studio e diagnostica finalizzate ad arginare i processi di degrado che affliggono lo straordinario manufatto. Proprio quest'anno si è provveduto all’adeguamento delle condizioni termiche della sala.