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Umbria, Confcooperative spinge per realizzare il Nodino di Perugia tra Collestrada e Madonna del Piano

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Alessandro Antonini
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Anche Confcooperative spinge per il Nodo di Perugia. La prima tranche tra Collestrada e Madonna del Piano è da fare subito: sì al Nodino. Lo fanno sapere i vertici dell’associazione. “Abbiamo avuto modo di condividere in termini positivi con l’assessore Melasecche il nostro punto di vista sul cosiddetto Nodino così come sui collegamenti trasversali sull’asse tirreno-adriatico ed il rafforzamento della rete ferroviaria. Sono tutte opere che farebbero della nostra regione un crocevia per l’intero sistema viario nazionale” dichiara il segretario regionale Lorenzo Mariani. “Come tali sono pertanto lavori che vanno fatti e vanno fatti subito in quanto opere non solo strategiche, ma di civiltà”. Il presidente regionale Carlo Di Somma è netto: “La nostra regione sconta dei ritardi ultra decennali sul fronte del completamento e della manutenzione delle infrastrutture viarie che hanno avuto inevitabili ripercussioni sullo sviluppo imprenditoriale: sarà decisivo mettere a terra le risorse del Pnrr e quelle legate alla ricostruzione dell’area del cratere del terremoto per proiettare il sistema imprenditoriale umbro in una fase di ripresa stabile e duratura”.


Una ripresa che rischia di essere frenata dai rincari di energia e materie prime: “Stanno mettendo in seria difficoltà le imprese” dichiara il presidente della cooperativa Carpenterie metalliche umbre Paolo Rossi Rossini. “La nostra Cooperativa si occupa principalmente di carpenteria pesante per grandi opere viarie e quindi di grandi appalti di livello nazionale ed oggi andare a rivedere i contratti anche dopo quello che sta succedendo è cosa assai difficile se non impossibile da ottenere. I ristori statali per far fronte a questo shock sono stati prevedibilmente insufficienti ed urge pertanto l’adeguamento dei prezzari oltre che un sistema del credito più reattivo”. 


Confcooperative chiede ulteriori incentivi sull’edilizia dopo il Superbonus. Andrea Bagaglia della cooperativa Teknoconsul, specializzata in progettazione di impiantistica, spiega che “il Superbonus è una misura comprensibilmente assai costosa per le casse statali e in alcun casi sta evidenziando anche storture a comportamenti non leciti. Se è auspicabile ma sicuramente improbabile la sua proroga oltre il 2022 nonostante le incertezze burocratiche che stanno frenando le opere, sono convinto che vadano studiate fin da ora misure incentivanti ed innovative per le imprese del comparto e sostenibili per il bilancio dello Stato”.