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Orvieto, Pinturicchio in mostra al museo Claudio Faina: esposto il "Bambin Gesù delle mani"

Davide Pompei
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Dopo 500 anni dalla sua partenza, Pinturicchio fa ritorno a Orvieto, in provincia di Terni, attraverso il capolavoro del Bambin Gesù delle mani. L'opera dà il titolo alla mostra che aprirà i battenti al pubblico sabato 4 dicembre 2021 al museo Faina, proprio di fronte al duomo, per richiuderli il 9 gennaio 2022.

L'allestimento, che impreziosisce il calendario degli eventi natalizi, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Claudio Faina, Fondazione Guglielmo Giordano, proprietaria dell’opera, e il Comune di Orvieto.

 

Sarà questa l'occasione per conoscere da vicino l'incredibile storia del frammento smurato che è parte dell'affresco smembrato che raffigurava Papa Alessandro VI Borgia che tiene i piedi del Bambin Gesù, tenuto in grembo dalla Madonna. Secondo le ricostruzioni, la Vergine avrebbe il volto di Giulia Farnese, considerata l’amante del Papa. Un vero e proprio giallo rinascimentale si nasconde dietro il dipinto che testimonierebbe l’origine del potere dei Farnese e dell’ascesa al soglio pontificio del fratello di Giulia, Alessandro, divenuto Papa Paolo III e profondamente legato alla città di Orvieto.

Un ritratto di quest'ultimo, con apposta didascalia ricorda le origini orvietane della famiglia Farnese, ed è custodito in Comune. Il primo personaggio della famiglia Farnese di cui si hanno notizie storiche è un certo Pietro, che fu console di Orvieto nel 984. A partire dal 1492, in molti fanno risalire l’origine del potere della famiglia alla relazione tra Papa Alessandro VI Borgia e Giulia Farnese, a seguito della quale, il fratello di lei divenne cardinale e, in seguito, pontefice.

“Conclusa l’avventura affascinante di un quadro, quello di Dante ne iniziamo un’altra – ha detto Daniele Di Loreto, presidente della Fondazione Faina, sottolineando "l’importanza del binomio tra cultura ed economia”.

 

“Come Comune – ha aggiunto il sindaco, Roberta Tardani – abbiamo sostenuto sin da subito e con entusiasmo questo progetto a cui hanno lavorato la Fondazione per il museo Claudio Faina e la Fondazione Guglielmo Giordano, che ringrazio, consci che si tratta di un'ulteriore occasione di valorizzazione della storia e del patrimonio culturale del nostro Paese”.

Dal canto suo, Andrea Margaritelli, presidente della Fondazione Guglielmo Giordano, ha sottolineato come la storia di questo affresco sia quasi un giallo rinascimentale, sebbene vera e documentata e quanto mostri il legame tra Orvieto e la famiglia Farnese”. L'inedito capolavoro del Pinturicchio svela affascinanti brani di storia rinascimentale. Resta l’interrogativo se il volto della Madonna, una delle di figure più belle del Rinascimento, sia quello di Giulia Farnese.

“Non esistono ritratti ufficiali – ha chiarito il professor Franco Ivan Nucciarelli, membro del comitato scientifico della Fondazione – ma ricorrono molte immagini di dame con l’unicorno, animale che, secondo le credenze dell’epoca, può essere domato solo da una donna illibata, a insistere quindi sulla purezza di Giulia”.