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Terni, lingotto record alle Acciaierie. Salvini fa i complimenti all'Ast e ai suoi lavoratori

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, si è congratulato con l'Ast che "sta producendo il lingotto più grande della sua storia". Da Salvini i complimenti all'azienda, ai sindacati e ai lavoratori del sito di Terni che - ha affermato - "insieme al sindaco e al presidente della Regione si stanno adoperando per il rilancio dell'azienda. Se forniamo componenti così rilevanti per le centrali nucleari all'estero sarebbe ora che anche nel nostro Paese si riaprisse il dibattito sul nucleare pulito, ma in modo non ideologico". Il fucinato di 510 tonnellate, di circa 4,5 metri di diametro e oltre 6 metri di altezza, per peso e dimensioni rappresenta il più grande manufatto realizzato nella sua storia alla Divisione Fucine dell'Ast. Un record di cui va giustamente fiera la società di viale Brin, ormai conosciuta ed apprezzata per le sue produzioni in tutto il mondo.

Intanto la possibile esclusione dell’acciaio inossidabile dal meccanismo di regolamentazione del carbonio alla frontiera, cosiddetto Cbam authority (Carbon border adjustament mechanism), sta allarmando le segretarie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl. Le parti sociali, sostengono in una lettera inviata al sindaco di Terni, al presidente della giunta regionale e ai parlamentari umbri che su questa tematica “non si sono registrati pronunciamenti né dalle istituzioni locali, né dal governo nazionale”. Il sindacato denuncia che “l’Unione europea potrebbe escludere l’acciaio inossidabile dal meccanismo di regolamentazione del carbonio alla frontiera, a causa di un'elevata diversificazione dei prodotti, della mancanza di dati di riferimento e di importazioni non molto elevate.

Acciai speciali Terni è tra i maggiori produttori europei di acciaio inossidabile”. Per le parti sociali se tale determinazione dovesse essere confermata, ne farebbe le spese in modo decisivo il sito di Terni, e anche se ci dovesse essere un ripensamento fra qualche tempo si rischiano, adesso, danni irreversibili per il particolare momento di vendita e per l’atteso pronunciamento della Commissione antitrust europea per il 22 dicembre. Il sindacato chiede di intraprendere tutte le azioni necessarie al fine di poter chiarire questa situazione e mettere in atto una strategia per difendere le produzioni del sito ternano, da tutti ritenuto strategico.