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Castiglione del Lago, caso Riccardo Capecchi: restituita per la quinta volta l'accusa al Pm

Gabriele Burini
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La decima udienza indetta nel 2021 per il caso di Riccardo Capecchi si è conclusa con l’ennesima restituzione dell’accusa al Pm da parte del giudice, il quale continua a chiedere di effettuare le correzioni segnalate dagli avvocati. E’ quanto riferisce Paolo Brancaleoni, presidente del comitato Verità su Riccardo, dopo l’udienza del processo preliminare - chiamato processo di controllo d’accusa - tenutasi martedì 30 novembre. Il fotografo castiglionese si trova a Lima, in Perù, al centro di una drammatica vicenda giudiziaria iniziata nel maggio del 2019 per traffico di droga, della quale si è sempre dichiarato estraneo.

 


“Dall'inizio del 2021 sono state indette dieci udienze ma solo la metà sono state celebrate - fa sapere Brancaleoni - La causa di queste mancanze è da attribuire a continue assenze ingiustificate di alcuni avvocati delle parti coinvolte. In ognuna di queste udienze che si è potuto celebrare, il giudice ha ordinato al Pm di correggere e di eliminare le accuse riguardanti la posizione di Riccardo Capecchi che in sostanza rappresentano illazioni o che violano il suo diritto alla difesa. Martedì 30 novembre si è celebrata un'ulteriore udienza del processo preliminare chiamato processo di controllo d'accusa, dove il giudice ha il compito di verificare e garantire la correttezza delle accuse presentate. Al termine di quattro lunghissime ore il giudice si è espresso restituendo per la quinta volta l'accusa al Pm per effettuare le correzioni segnalate dagli avvocati e accolte dal giudice. Sinteticamente, esorta al Pm di fare le accuse necessarie, individuando le partecipazioni di ogni imputato rispettando i requisiti formali per costruire un'incriminazione. Nello specifico, il giudice chiede al Pm di chiarire quali incriminazioni vengono attribuite a Riccardo Capecchi senza violare il diritto alla sua difesa per sostenere la tesi accusatoria che deve essere redatta, cosciente di essere segnalato all'organo di controllo, con migliore analisi entro cinque giorni lavorativi. La difesa di Riccardo sostiene che con molta probabilità la prossima udienza verrà programmata dopo le festività e spera che in questa occasione si possa instaurare il dibattito del tema di fondo”.

 


Brancaleoni esprime anche vergogna per questi continui rinvii. “È una farsa continua, siamo stanchi di queste continuo gioco dell'oca sulla pelle di un nostro concittadino e di un ragazzo che ad oggi dopo quasi 3 anni non ha suo carico nessuna imputazione. Lo stato italiano ed il popolo italiano non possono accettare questa situazione. La misura è colma, chiediamo rispetto per Riccardo”.