Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Foligno, un umbro a Cuba per sperimentare dose booster: "Qui i bambini sopra i due anni sono vaccinati"

Alfredo Doni
  • a
  • a
  • a

Trentacinque volontari italiani hanno preso parte al progetto Soberana Plus Turin promosso dall'Instituto Finlay de L'Habana (Cuba) e dall'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino. E’ uno studio clinico per testare l’efficacia di questo vaccino utilizzato come dose booster in persone a cui sono già state somministrate le prime due dosi, anche di vaccini diversi. “Il vaccino Soberana Plus – spiega il laboratorio dell’ospedale Amedeo d’Aosta di Torino guidato dalla dottoressa Valeria Ghisetti - si proietta in una posizione strategica particolare, ovvero come potenziale strumento di richiamo in soggetti già vaccinati o che abbiano superato in passato l’infezione spontanea. I risultati hanno dimostrato la sua elevata immunogenicità (maggiore del 96% di presenza di anticorpi specifici) e la sicurezza”. Il Soberana Plus è il terzo vaccino realizzato a Cuba: il primo, Abdala, ha raggiunto un’efficienza del 92,2% con tre dosi nella fase finale degli studi; il Soberana 02 combina l’antigene del virus e il tossoide del tetano per stimolare la risposta del sistema immunitario, mentre Plus include due domini di legame al recettore collegati tra loro con idrossido di alluminio.

Tra i volontari italiani a cui è stata inoculata la dose booster di Soberana Plus, anche Alessandro Pacini, 43enne folignate. Laureato in sociologia con specializzazione in comunicazione alla Sapienza di Roma e specializzato in social media intelligence e analisi dati, ha lavorato per il governo ecuadoriano ed è attualmente consulente aziendale.

 

 

Perché ha deciso di prendere parte a questo studio?

Perché il vaccino Soberana, sviluppato a Cuba e finanziato al 100% dallo Stato, è ritenuto il secondo vaccino più efficace al mondo e il primo in termini di sicurezza. La situazione epidemiologica mondiale, la sua elevata trasmissibilità e l’emergere di nuove varianti, aumenta il rischio di infezione anche tra i vaccinati. Per queste ragioni lo studio punta a rafforzare l’immunità, nel caso dei soggetti già vaccinati come me, con l’aggiunta di una dose di richiamo, appunto il Soberana Plus, progettata e creata nei laboratori Cubani.

Quanto è durata la vostra permanenza a Cuba?

Siamo partiti il 15 novembre dall’Italia e siamo tronati il 26, in questo periodo di permanenza abbiamo soggiornato presso il centro medico La Pradera, lo stesso che a suo tempo ha curato Maradona e Hugo Chavez.

Quando saranno resi noti i risultati dello studio?

Al nostro arrivo a Cuba ci è stato fatto un prelievo di sangue per verificare il livello di anticorpi; successivamente ci è stato inoculato il Soberana Plus, il terzo a essere stato approvato a Cuba. Il 15 dicembre a Torino sarò sottoposto a un nuovo prelievo di sangue che ci dirà di quanto è aumentato il livello degli anticorpi.

Come eravate monitorati durante la permanenza a Cuba?

Tutte le mattine c’era un medico presso la clinica dove risiedevamo. E’ stata anche predisposta una app nel telefono per segnalare eventuali effetti collaterali. Ad oggi nessuno di noi ha riscontrato alcun tipo di evento avverso. Anche il classico dolore al braccio del vaccino, con il Soberana non si è presentato.

 

 

Com’è la situazione epidemiologica a Cuba?

Cuba viaggia oggi verso il 90% della popolazione vaccinata, tutti con 3 dosi. Hanno anche messo a punto un vaccino pediatrico che somministrano ai bambini dai 2 anni in su. Prima di riaprire le scuole hanno vaccinato tutti gli studenti cubani con una rapidità e un efficienza da primo mondo. A fine agosto Cuba aveva una media di 9.000 casi e 85 morti al giorno. Il 22 novembre si sono registrati 240 casi, nessun deceduto per Covid. La comunità scientifica lo considera un successo su tutta la linea.

E sul fronte sanitario?

Cuba è una splendida eccezione. E’ un paese povero del terzo mondo, ma la sua sanità è paragonabile ai paesi industrializzati. Il servizio sanitario è gratuito e capillarmente distribuito in tutto il territorio nazionale, garantendo cure e qualità della vita a tutta la popolazione. Cuba si è anche dotata anche di una equipe medica di solidarietà, la brigata Henry Reeve candidata al Nobel per la pace, che gira il mondo per portare cura mediche dove c’è bisogno: lo fece anche in Italia dove due medici cubani si infettarono e morirono per il Covid. Crema ha da poco dedicato una piazza a questo contingente medico.