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Umbria, per smaltire le liste d'attesa della sanità la Regione chiede aiuto ai privati convenzionati

Alessandro Antonini
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“Per smaltire le liste d’attesa abbiamo previsto le aperture serali e domenicali. Possiamo riuscire solo con l’affiancamento dei privati accreditati”. E’ quanto annunciato dall’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, in risposta a un’interrogazione di Donatella Porzi (Pd). “Il problema delle liste d’attesa c’è - ammette Coletto - esiste in tutto il Paese, tanto che il governo ha finanziato 500 milioni di euro per il 2020 e il 2021, e probabilmente lo farà anche per il 2022, proprio per risolvere questa questione di livello nazionale con finanziamenti mirati. In Umbria stiamo cercando di risolverlo e lo faremo nel più breve tempo possibile. Tutte le liste d’attesa del 2020 sono state smaltite, nel 2021 ne avevamo 283mila e ora ne rimangono 80mila. Lo scorso anno su 7 posizioni verdi di soddisfacimento della griglia Lea l’Umbria era al sesto posto. Abbiamo attraversato una pandemia, con Dpcm che hanno chiuso gli ospedali per le prestazioni ambulatoriali e limitati a sole prestazioni oncologiche e patologie tempo dipendenti.

Non c’è nessuna chiusura per le prenotazioni. Le prese in carico esistono e sono destinate a essere smaltite. L’Agenas dice che siamo i primi in Italia per gli screening e questo sottolinea l’impegno dell'amministrazione e dei nostri sanitari che hanno avuto un’attenzione particolare per l’oncologia e le patologie tempo dipendenti”. Tornando a parlare dei privati Coletto ha specificato che “non c’è nessun tipo di privatizzazione. Prendiamo atto di quanto trovato per accreditati e prestazioni erogate attraverso quelli che erano stati accreditati in passato e andiamo avanti per coprire la necessità umbra”.

 

Sempre nel question time è emerso (sempre Coletto ha risposto al dem Paparelli) che sono 75 i sanitari delle aziende regionali sospesi per mancato obbligo vaccinale su 10.400 dipendenti. E che i controlli andranno avanti alla luce delle ultime normative.