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Perugia, pratica superbonus ferma da undici mesi in Comune

Sabrina Busiri Vici
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Al Comune di Perugia l’atto è fermo da undici mesi. Nonostante solleciti continui e una diffida. Eppure il foglio di carta è essenziale per mandare avanti la pratica per la richiesta del bonus 110%. Tutto si è arenato nell’ufficio dell’archivio edilizio. La vicenda, in particolare, riguarda un condominio di via Telesio a Perugia ma è emblematica di una platea ben più ampia. “Per l'erogazione di contributi statali infatti è essenziale il rispetto delle norme in vigore - riporta l’Ordine degli Ingegneri - E quella del 110% è applicabile solo con conformità edilizia. Spesso, però, specialmente nel caso di vecchie costruzioni, i proprietari non hanno più i progetti e i permessi originari. Da qui l’aumento di richieste di accesso agli atti relative alle pratiche edilizie che vanno a mettere in crisi tante amministrazioni non avendo potenziato il servizio”.

Per sbloccare la situazione tra l’altro è stata introdotta una nuova procedura ad hoc (Cilas) grazie alla quale per le pratiche 110% non è più necessaria l’attestazione di conformità da parte del tecnico. “Di fatto però la Cilas semplifica solo le situazioni regolari - spiegano dall’Ordine - o dove le difformità siano limitate e non interessino le parti strutturali. Perciò nella pratica, permane una fila di attesa assurda per avere risposte da parte dell’amministrazione”. Nel caso in particolare di un Comune grande, come Perugia, i tempi stretti imposti dal legislatore cozzano ancora di più con un sistema che manca di digitalizzazione. A peggiorare le cose è arrivata la pandemia che ha imposto lo smart working, misura assolutamente incompatibile con gli archivi ancora cartacei.

Da qui la denuncia di geometri e ingegneri per bocca dei loro rispettivi presidenti, Enzo Tonzani e Stefano Mancini, che hanno proposto alla Rete delle professioni tecniche dell’Umbria di valutare la possibilità di dar vita a una giornata di mobilitazione. Una forte iniziativa di protesta che consenta di sbloccare una situazione definita “ormai insostenibile”, e che dimostra appunto l’esasperazione della categoria “Siamo in grande difficoltà con i nostri clienti – spiegano Tonzani e Mancini – Purtroppo, non siamo più in grado di assicurare tempi di risposta né prospettive di investimenti”. “Per quanto concerne i rapporti con i Comuni, invece – dichiarano Tonzani e Mancini – pur comprendendo le difficoltà che hanno gli amministratori locali, alcuni dei quali si sono spesi in tutti i modi per colmare il grande divario tra una norma con tempi contingentati e un sistema burocratico che cammina con una lentezza estenuante, chiediamo che tali difficoltà siano pubblicamente denunciate oppure, qualora dovessero sentirsi ingiustamente chiamati in causa, partecipino al dibattito”.