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Perugia, Vittoria Ferdinandi nominata cavaliere da Mattarella. Il grande impegno alla guida del ristorante Numero zero

Gabriele Burini
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Giornata di festa per Numero zero. Vittoria Ferdinandi, direttrice del ristorante inclusivo di Perugia, gestito dall’associazione RealMente Aps, e membro dello staff che ha elaborato e avviato il progetto, ha ricevuto fisicamente il cavalierato dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana da Sergio Mattarella, presidente della Repubblica. La cerimonia ufficiale si è tenuta in Quirinale, dove le è stata consegnata l’onorificenza per “per il suo contributo nella promozione di pratiche di autonomia e di inclusione sociale per i malati psichiatrici”. Numero zero è stato aperto a Perugia nel novembre 2019 e impiega un gruppo di ragazzi e ragazze (il 50% del personale) che soffrono di disturbi mentali di diversa entità e che si alternano tra cucina, sala e bancone.

L’iniziativa è nata per cercare di costruire un luogo di possibilità concreta per il reinserimento sia sociale sia lavorativo dei malati psichiatrici. E’ di fatto un esperimento di inclusione: i ragazzi sono messi in rapporto con la clientela e in interazione con i colleghi. Il lavoro è retribuito e questo aspetto costituisce un perno fondamentale per il supporto alla costruzione dell’identità, di un ruolo sociale e di relazioni significative all’interno della comunità, fuori dall’istituzione psichiatrica. Insieme ai ragazzi indossano il grembiule anche operatori e psicologi dell’associazione RealMente, che ha ideato il progetto in collaborazione con la fondazione La città del Sole - Onlus che ha preso in locazione lo spazio nel centro storico di Perugia. Numero zero ha aperto dopo un lavoro di restauro e adeguamento realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Brunello Cucinelli Spa.

Le belle notizie comunque non finiscono qua, perché con l’approvazione di un atto della giunta regionale è stato rimosso uno degli ostacoli che, pur nel silenzio normativo, aveva di fatto impedito alle strutture socio-sanitarie di spaziare oltre i limiti dell’attività socio-sanitaria in senso stretto, creando un precedente che potrà permettere anche ad altre regioni di muoversi in tal senso. L’accento si pone in special modo sulla psichiatria perché è proprio una struttura psichiatrica, il centro diurno psichiatrico FuoriPorta della fondazione La città del Sole onlus, ad aver rischiato la chiusura forzata, colpevole di aver avviato all’interno degli stessi locali il ristorante Numero zero. Ora può proseguire in via sperimentale la propria attività. “Un atto importantissimo – dice Marco Casodi, direttore generale della fondazione La città del Sole – che va a rimuovere rigidità ormai obsolete in campo socio-sanitario, aprendo la via a esperienze innovative in psichiatria e non solo. Esprimo la nostra più grande soddisfazione nell’apprendere che l’esperienza di Numero zero, fondamentale strumento di dignità e di inclusione per i pazienti coinvolti, potrà proseguire in via ufficiale”.