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Covid in Umbria, le grandi imprese resistono alla crisi. Confermate le prime cinque in classifica per fatturato

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Alessandro Antonini
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Pac 2000 A (gruppo Conad) , Ast e Eurospin Tirrenica si confermano in testa alla classifica regionale delle imprese in base al fatturato. I dati, relativi ai bilanci del 2020, vengono forniti dall’ultimo studio “Osservatorio delle imprese” di Acacia group. Confermati rispetto al 2019 anche quarto e quinto posto, rispettivamente Coop Centro Italia e Brunello Cucinelli. “Nei primi mesi del 2020, in piena pandemia, le previsioni non erano certo rosee - spiega Francesco Pace (nella foto), fondatore di Acacia group - così come si era evidenziato in diversi sondaggi dove il sentiment era dettato dall’incertezza e dalla preoccupazione del Covid. Ma gli imprenditori umbri, come nel resto di Italia, hanno saputo reagire ed organizzarsi per affrontare un 2020 non facile. Nonostante tutto, l’Umbria è ricca di imprese che esaltano il made in Italy nel mondo e che fanno dell’eccellenza e della qualità il loro vantaggio; guidate da ‘capitani d’impresa’ che hanno saputo fare squadra per guardare lontano”.

E da un nuovo studio (il volume #ImpresePossibili) - sempre targato Acacia - su 820 società italiane che meglio hanno performato nonostante la pandemia, emerge che ben 22 di queste sono umbre. Saranno “svelate” durante il galà delle Imprese di dicembre organizzato da Acacia”, continua Pace. Tornando alla top five per fatturati, Pac 2000A si conferma in testa con un volume di affari consolidato di 4.131.197.000 euro ed un utile di esercizio di 56.370.000. A seguire Ast Acciai Speciali Terni con 1.422.619.489 euro e una perdita di esercizio pari a -156.915.172 euro. “C’è da aspettarsi per le acciaierie un’inversione di tendenza con il nuovo piano industriale Arvedi e le proiezioni positive del Pil nazionale”, è scritto nel report. In terza posizione Eurospin Tirrenica con 944.759.880 euro e un utile netto di 49.098.808 euro. In quarta posizione Coop Centro Italia ha registrato un fatturato consolidato di 789.489.000 euro e 11.870.000 di utile. A chiudere la classifica dei primi cinque c’è la Brunello Cucinelli con un valore delle produzione (non consolidato) di 423.428.000 euro, utili a -25.868.000 euro e un Ebitda di 44.696.000 euro. Per quest’ultimo indicatore in testa troviamo sempre il gruppo Conad con 145.340.000 euro. Nel podio per utile di esercizio le prime due posizioni sono rispettivamente di Pac 2000 A e Eurospin Tirrenica, mentre in terza entra la Vetreria cooperativa pigarese con 40.940.831 euro, già forte dei 29,5 milioni registrati l’esercizio precedente. Per Acacia i valori delle imprese per il 2020, annus horribilis della pandemia, “inducono a fidarsi del futuro”.

“Il quadro ancora non è perfetto - spiega Pace - ma ci sono grandi margini di miglioramento. Va certo tenuta in considerazione una variabile che potrebbe rivelarsi determinante: l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia. In particolare rischiano di essere penalizzate le imprese più energivore. II momento storico invita comunque imprese e persone a comprendere temi e percorsi di una rivoluzione che coinvolgerà processi e prodotti e che crediamo possa indicare la direzione giusta per guardare al futuro di una rinascita economica. Un futuro quindi da interpretare attraverso tre parole chiave: sostenibilità, internazionalizzazione e innovazione”, conclude Pace.