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Terni, scoperti 12 lavoratori in nero nei cantieri edili, denunciate 27 persone dai carabinieri tutela lavoro

Giorgio Palenga
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Il Superbonus 110%, l’ecobonus, il sisma bonus: opportunità ghiotte per chi ha la necessità di ristrutturare la propria abitazione o sistemare il proprio palazzo, potendo contare sui corposi sgravi fiscali concessi dallo Stato. Ecco quindi che, dagli ultimi mesi a questa parte, si è assistito ad un proliferare di cantieri edili anche in provincia di Terni, il che ha indotto gli organismi di controllo ad intensificare gli accertamenti per assicurarsi il rispetto delle norme, sia per la sicurezza degli stessi lavoratori che per evitare il loro sfruttamento e la contemporanea elusione degli adempimenti fiscali.

In azione sono entrati quindi i carabinieri delle tre Compagnie della provincia – Terni, Orvieto e Amelia – con i colleghi del nucleo ispettorato del lavoro di Terni, in collaborazione con i funzionari dell’ispettorato territoriale del lavoro di Terni-Rieti.

 

Dal luglio 2021 ad oggi, così, sono state 26 le imprese costruttrici ispezionate, con la denuncia di 27 persone per reati connessi a gravi inadempienze alla normativa di settore, 47 in totale i lavoratori controllati di cui 12 lavoravano impiegati completamento in nero. Ancora, sono state 6 le attività sospese, in attesa di normalizzare la posizione lavorativa del personale irregolare, e sono state comminate ammende per 64.489 euro, contravvenzioni amministrative per più di 24 mila e 6.200 euro di sanzioni contestate per inottemperanza alla normativa sul Covid 19.

Entrando nel dettaglio i carabinieri del nucleo tutela lavoro hanno verificato il rispetto delle normative sulla sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro, con attenzione agli aspetti legati alla bontà e alla validità delle misure adottate dalle imprese del settore per garantire la salute e la sicurezza delle maestranze impiegate; controllato l’adeguata e concreta vigilanza sanitaria e la presenza dei dispositivi di protezione individuale; fatto emergere il lavoro nero e verificato, ancora, il rispetto dei protocolli di sicurezza legati alla pandemia.

 

Un altro aspetto importante della finalità dei controlli è anche quello di prevenire le eventuali infiltrazioni mafiose per condizionare le scelte delle imprese, attività di indagine che finora, per fortuna, non ha riscontrato situazioni che facciano pensare alla presenza della malavita organizzata nel tessuto imprenditoriale, né tanto meno sono stati ravvisati quei “reati spia” che porterebbero a far presupporre la presenza di tale fenomeno.

Nei controlli, che proseguiranno anche i prossimi giorni, sono stati impegnati 62 militari dell’Arma tra personale dei Comandi stazione carabinieri, carabinieri forestali e del nucleo ispettorato del lavoro, nonché 18 ispettori ordinari e tecnici.