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Finto ginecologo, molestata anche una ragazza di Perugia: "Mi faceva domande sul sesso"

Francesca Marruco
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“Mi sono resa conto che anche io ero stata vittima del finto ginecologo che molestava le ragazze al telefono solo quando ho visto il post della studentessa salentina che ha denunciato il fatto”. Firdaous Sidney El Aouak, una studentessa 24enne perugina che non vuole rimanere anonima racconta quel che anche a lei è capitato alla fine di ottobre e che sembrerebbe essere opera dello stesso sedicente ginecologo che ha molestato centinaia di ragazze in tutta Italia.

 

 

“Era tarda mattinata, a fine ottobre, mi squilla il telefono da un numero privato rispondo ma nessuno parla. Sentivo solo respirare e poi hanno riattaccato. Tre ore dopo la seconda chiamata, a questo punto qualcuno dice di essere il dottore di cui sinceramente non ricordo il nome dell’Usl e mi dice che riguardando le analisi e la visita ginecologica che avevo fatto - e io effettivamente ad agosto avevo fatto delle analisi del sangue a Marsciano e poco prima una visita a Pantalla - si erano resi conto che potevo avere dei problemi, mi parlò di un’infezione. In un primo momento io non pensai che fosse un falso, perché sapeva delle mie analisi e la cosa era effettivamente accaduta. Poi però quest’uomo - che sembrava parlare con dizione perfetta senza accenti - ha iniziato a farmi domande molto personali. Alcune potevano avere attinenza con la ginecologia, ma altre mi hanno messo molto a disagio. Oltre a chiedermi di pap-test infatti mi voleva sapere se facevo autoerotismo, se adottavo precauzioni, in quali posizioni avevo rapporti sessuali. Insomma domande assurde. Io ero molto a disagio ma ero confusa dalla chiamata. Finché non mi ha detto che dalle analisi avevano visto che potevo avere un’infezione al clitoride e per questo motivo avrebbe dovuto visitarmi quanto prima e dato che magari in quel momento non avrei potuto spostarmi, avremmo potuto fare diversamente. Non è arrivato a propormi una video chat come successo alle altre che poi si sono anche spogliate perché l’ho fermato prima. Quando mi ha parlato dell’infezione ho pensato che non era possibile si fossero resi conto di questo dalle analisi del sangue, quindi ho iniziato io a fargli delle domande, a cui lui non ha saputo rispondere. E infatti poco dopo mi ha chiuso il telefono”.

 

 

Era stato colto in fallo. In quel momento il caso del ginecologo molestatore non era venuto a galla. “Ero molto agitata, appena finita la chiamata ho telefonato a un’amica, ho pensato di andare alla postale ma poi ho lasciato correre. Poi ho visto un post su Instagram di una delle altre vittime e ho capito cosa mi era accaduto. Allora non sapevo bene cosa fare sono andata a chiedere aiuto a un centro antiviolenza che mi ha fornito assistenza legale e adesso anche io voglio denunciare. E voglio che tutti leggano la mia storia perché magari lì fuori ci sono altre ragazze come me, che non hanno capito di chi sono state vittima”.