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Terni, centro sportivo a Villa Palma, accordo Ternana-Comune sul prezzo del terreno

Giorgio Palenga
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Per il Comune di Terni i 360 mila euro offerti da Bandecchi erano pochi. Ma non pochissimi, però, visto che il “rilancio” non è stato tale da far rizzare i capelli (che peraltro non ha) all’imprenditore livornese né a far saltare la trattativa: 377 mila euro, solo 17 mila in più, per un progetto che, a spanne, dovrebbe costare una cifra intorno ai 10 milioni di euro, in eccesso o in difetto.

La Ternana ha così di fatto accettato quanto richiesto da Palazzo Spada per l’acquisto dell’area su cui dovrà sorgere il nuovo centro sportivo della società rossoverde, nella zona di Villa Palma, tra strada del Gioglio e strada di Santa Maria La Rocca, un totale di 73.600 mq cui realizzare tre campi da calcio e strutture al coperto per 6-7000 mq, tra palestra, piscine, locali per attività fisioterapica, una foresteria e quant’altro.

 

Dal club rossoverde è partita così una risposta scritta nella quale però, si precisa, che “la valutazione dell’ente non è coerente con i valori comparativi di mercato né tiene conto dei benefici per la comunità territoriale in termini di crescita economica, integrazione sociale e riqualificazione urbanistica, nonché i vantaggi sociali, diretti e indiretti”.

Insomma, la Ternana prende atto del rilancio, che “obtorto collo” accetta, pur non considerandolo equo, vista l’importanza di “dotarsi di un moderno centro sportivo” per la città e per la stessa società. Il tutto, però, a determinate condizioni che, per Bandecchi, possono essere riassunte in un concetto: considerati i mesi persi finora, bisogna fare presto. La società, quindi, detta i tempi, pena il ritiro della disponibilità a pagare i 377 mila euro richiesti.

Nel dettaglio, così, vengono poste le scadenze di “dieci giorni per l’avvio del procedimento completo di variante urbanistica e di verifica di assoggettabilità a Vas” e “entro i successivi dieci giorni dalla chiusura positiva della verifica di non assoggettabilità al Vas, proposta al consiglio comunale di adozione della variante urbanistica”.

 

Nel frattempo, trattandosi in pratica di passaggi burocratici, essendoci già l’intesa sugli aspetti economico e l’ok sull’utilità pubblica dell’intervento, la società chiede di poter svolgere i primi sopralluoghi e le verifiche propedeutiche alla realizzazione del progetto esecutivo. Se il Comune dovesse non dilatare questi tempi – il cui rispetto viene definito “realistico” da fonti di via della Bardesca – l’iter autorizzativo potrebbe concludersi entro aprile-maggio 2022, permettendo così per quel periodo l’avvio dei lavori. Se invece a Palazzo Spada si perderà ancora tempo, Bandecchi ritirerebbe offerta e disponibilità a investire. E chissà se, a un’eventuale asta, qualcuno pagherebbe al Comune 360 mila euro. Pardon, 377 mila.