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Nuova legge elettorale in Umbria, si allarga il fronte del no: spaccatura nel Pd

Donatella Porzi

Alessandro Antonini
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Nuova legge elettorale, si amplia il fronte del dissenso. Aumentano le critiche alla proposta depositata da Pd, FdI e Lega per mano dell’ufficio di presidenza. Dopo il no di M5S (Thomas De Luca) e civici (Andrea Fora e Vincenzo Bianconi), ecco la crepa dentro i dem. 
Donatella Porzi, consigliere regionale in carica, parla di “grave errore politico” riferendosi all’atto firmato anche dall’attuale sua capogruppo Simona Meloni.

“Avevo deciso di non esprimermi sull’incidente della legge elettorale regionale, ma le tante sollecitazioni ricevute mi impongono di chiarire che anch’io con rammarico e stupore ho appreso la notizia della presentazione della proposta sulla nuova legge elettorale da parte del Pd solo dalla stampa. Un grave errore politico” spiega Porzi. “La proposta – secondo la consigliera ed ex presidente dell’assemblea - non ha visto condivisione e confronto politico né tra i consiglieri del Pd, né con la nostra comunità politica nei vari livelli territoriali, né con gli altri colleghi della minoranza, come appreso dai comunicati e dai post che sono apparsi sui social e sulla stampa. Un atteggiamento grave, che mina il rapporto di fiducia reciproca che dovrebbe rappresentare il caposaldo alla base della nostra coalizione. In campo anche Radicali Perugia, Alternativa Riformista e il Circolo Culturale I Maggio, che parlano di legge pensata dai partiti che l’hanno proposta solo “per difendere il proprio fortino”.

Non vengono sciolti i nodi della vecchia legge (Umbricellum), premio di maggioranza e sbarramento troppo alti e “soprattutto il numero di firme necessario per presentare una lista viene riportato ai livelli pre 2015, almeno 2.000 nella provincia di Perugia e 1.200 nella provincia di Terni e senza il pudore di aprire all’utilizzo della firma digitale che è stata già introdotta con successo per referendum e leggi di iniziativa popolare”. Tutte norme secondo loro volte a cancellare le formazioni minori. 
Anche il Coordinamento per la democrazia costituzionale dell’Umbria, con una nota a firma dell’ex membro del Csm Mauro Volpi, “esprime la sua netta contrarietà” alla proposta di FdI, Lega e Pd, sia perché “calata dall’alto” sia perché sarebbero più gli aspetti negativi di quelli positivi.