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Terni, Treofan: Novamont potrebbe presentare il suo progetto di reindustrializzazione prima di Natale

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I due progetti presentati per l'acquisizione della Treofan di Terni, messa in liquidazione dagli indiani di Jindal, stanno prendendo velocità e lasciano ben sperare per il futuro del sito di piazzale Donegani. Lo hanno sostenuto il segretari nazionali di Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil, Lorenzo Zoli, Sergio Cardinali e Daniele Bailo che, insieme ai segretari territoriali Fabrizio Framarini, Marianna Formica e Luca Massarelli e ai delegati della Rsu ,hanno incontrato il pomeriggio di mercoledì 24 novembre 2021 i lavoratori riuniti in assemblea all’interno dello stabilimento.

 

Il progetto Novamont – si è detto tra l’altro – è già al vaglio di Invitalia, come è stato confermato la settimana scorsa nell’incontro in videoconferenza promosso dalla sottosegretaria all’economia, Alessandra Todde. mentre l’altro, è stato presentato da una società chimica importante del Paese, quotata in borsa, e che rientra nei finanziamenti previsti per la bio-economia messi a disposizione dal Governo e dalla Regione Umbria. Questo progetto, inoltre, potrebbe essere presentato prima delle feste di Natale. I segretari hanno confermato il prolungamento della cassa integrazione, che scade il 26 febbraio 2022.

 

La proroga si rende necessaria per garantire il tempo necessario al processo di reindustrializzazione e il ministero dello sviluppo economico, in stretto coordinamento con la Regione Umbria, ha rinnovato l’area di crisi complessa di Terni mettendo quindi a disposizione nuovi ammortizzatori sociali. Mentre oggi si ritorna a parlare di ripresa dell’attività produttiva, esattamente un anno fa, l’avvocato Ettore Del Borrello, liquidatore di Treofan, su indicazione della società aveva inviato una lettera alle istituzioni, sindacato, ispettorato del lavoro comunicando la liquidazione della società del polo chimico della Polymer e il conseguente licenziamento collettivo per cessata attività di 142 lavoratori, di cui 95 operai e 44 impiegati della sede di Terni e 2 dirigenti e un impiegato della sede di Milano. Da oggi i lavoratori tornano a sperare in un futuro migliore.