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Spoleto, acquista mobili all'asta ma li riconsegna a chi erano stati sequestrati

Rosella Solfaroli
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Compra a un’asta giudiziaria della mobilia ma la riconsegna a coloro ai quali era stata sequestrata. Quella di Enrico Donnola, 30enne di Spoleto, è sicuramente una di quelle storie più uniche che rare. Sì, perché lui, appassionato delle aste giudiziarie, questa volta si è reso protagonista di un gesto di solidarietà nei confronti di due anziani signori di Terni a cui l’ufficiale giudiziario aveva pignorato tutti i mobili di casa. Sì, perché dopo averli comprati all’asta, a un prezzo irrisorio di cui non vuol far menzione, Enrico Donnola, venuto a conoscenza della storia che stava dietro a tutta quella mobilia, ha deciso di lasciarne l’usufrutto a quelle persone a cui la vita, e non soltanto, stava togliendo le ultime cose, seppur materiali, rimaste.

 

 

“Nella vita le difficoltà le possiamo trovare tutti – dice il giovane spoletino – io, nonostante le aste giudiziarie le frequenti spesso, non accetto che simili provvedimenti vengano presi nei confronti di persone deboli”. I provvedimenti di legge, però, non fanno sconti a nessuno. Ma andiamo per ordine. “Guardando tra le aste giudiziarie, ho visto una serie di mobili che avrebbero potuto interessarmi per arredare un immobile di mia proprietà e quindi ho pensato di partecipare, aggiudicandomeli – spiega Enrico Donnola -  C’erano vetrine, sedie, tavolini da pranzo e tappeti. Prima di tutto ho telefonato alla signora che non è stata molto gentile, ma questo è comprensibile. Capito il problema ho chiesto  agli organi preposti, visto che ormai me li ero aggiudicati, di bloccare il procedimento e di lasciare i mobili a queste persone”. Un gesto di grande umanità, anche se per qualcuno forse non troppo comprensibile.

 

 

“Mi è stato chiesto il perché di questa scelta – prosegue il trentenne spoletino – e io ho risposto che non solo non avrei voluto nemmeno vedere i mobili che avevo comprato, ma che non ritenevo neppure giusto portarli via a persone che magari li avevano comprati con tanti sacrifici. Persone che, tra l’altro, non stanno bene. Si tratta di una coppia dove lei è invalida e seguita dagli assistenti sociali e lui non sta molto bene in salute. Quindi ho firmato, ho pagato, ho detto che avrei lasciato tutto al suo posto, come fosse una donazione di cui potranno usufruire finché vivono, altrimenti sarebbero stati passibili di un ulteriore pignoramento, e me ne sono andato. E credo che in questa scelta mi abbia aiutato anche mio padre Pompilio, che non c’è più da 7 anni ma che nel corso della sua vita questi valori me li ha insegnati”. Un gesto che non ha lasciato indifferenti gli anziani coniugi ternani. “La signora mi ha chiamato e si è messa a piangere – conclude Donnola - mi ha ringraziato, raccontandomi anche la situazione di disagio in cui vive. A loro voglio solo augurare tanta salute, perché ne hanno davvero poca”.