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Perugia, dopo lo scandalo Il rettore Unistra scrive: “Siamo sotto i riflettori lavorate con scrupolo”

Il lampione restaurato

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“Essere sotto i riflettori dei media, e sotto il microscopio della Procura può suscitare preoccupazione o perfino paura in chi ha responsabilità amministrativa dei procedimenti. Anche per questo motivo è necessario che ciascuno di noi possa operare senza affanno avendo il tempo di verificare con scrupolo i documenti e gli atti di propria competenza”. E’ forse questo il passaggio delle due pagine di comunicazione che il Rettore, Valerio De Cesaris, ha rivolto a docenti e amministrativi di Palazzo Gallenga che più sta facendo discutere. De Cesaris spiega dunque di voler “condividere alcune riflessioni a caldo” dopo quello che “non è stato un fulmine a ciel sereno” perché “sapevamo dell’indagine sui concorsi e sapevamo che i suoi sviluppi avrebbero potuto riportarci sulla stampa in termini negativi”. 

 


Nonostante il primo scandalo, “coloro che in questo periodo hanno scelto di coinvolgersi per il rilancio dell’Ateneo, tra docenti e amministrativi, hanno lavorato in questi mesi con un impegno straordinario con ritmi serrati”. Il rettore aggiunge quindi di aver “pigiato sull’accelerato non certo sul freno dopo lo scandalo Suarez. Per questo ho dato impulso a un potenziamento dell’amministrazione e si procedesse al reclutamento di nuovi ricercatori”. E poi l’annuncio che da ora in poi “si entra in una fase diversa. I ritmi tornano ordinari. Rallenteremo per permettere di lavorare con serenità e senza pressioni eccessive”. E ancora: “La nuova fase che inizia dovrà basarsi sulla capacità e sulla responsabilità di ciascuno di noi di coniugare verso l’istituzione e serenità nell’adempimento dei propri compiti, efficienza e ritmi di lavoro sostenibili”. 

 


E infine, anche una specificazione che sembra aggiustare il tiro dopo le dichiarazioni a caldo in cui il Rettore aveva preso le distanze dall’inchiesta parlando di “vicende di singoli”. “Ho insistito sulla distinzione tra vicende singole e istituzione – spiega - non per rimarcare responsabilità individuali che non spetta a noi indicare, anzi personalmente non posso che ribadire la mia stima e il mio rispetto nei confronti delle persone che sono indagate nella speranza che possano chiarire la propria posizione”. E domani proprio la ex rettrice, Giuliana Grego Bolli e la professoressa, Stefania Spina, verranno interrogate in Procura dopo i nuovi avvisi di garanzia. Intanto, i finanzieri del colonnello Antonella Casazza, analizzano il materiale acquisito la scorsa settimana. Nell’inchiesta - coordinata dal Procuratore capo, Raffaele Cantone e dai sostituti, Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti - è ipotizzata la manipolazione dei concorsi per favorire candidati prescelti per la loro vicinanza a questo o quel docente. Concorsi per ricercatori ma pure per gli stessi professori. La scorsa settimana, nelle ore convulse dei decreti di esibizione recapitati a una ventina di indagati, era stato annullato il Senato accademico in cui si sarebbe dovuto parlare anche di altri concorsi.