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Violenza donne, nel 2021 in Umbria due richieste di aiuto al giorno

Francesca Marruco
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Nei primi 11 mesi del 2021 in Umbria sono state 656 le donne che hanno chiesto aiuto ai Centri Antiviolenza della regione, gestiti dall’associazione Liberamente Donna. Un ritmo di due al giorno. Sono state invece 73 (di cui 24 in servizio di emergenza-urgenza) quelle che hanno trovato nei centri un posto in cui vivere e trovare riparo nel momento di maggiore bisogno. Insieme a questo esercito di maltrattate c’erano anche 85 minorenni, figli molto spesso costretti ad assistere - se non a subire direttamente - le violenze del padre o del compagno della madre. 

 


“Con la fine del lockdown - spiega Paola Moriconi, del direttivo di Liberamente donna - i casi di violenza sono nuovamente esplosi: durante il periodo del confinamento in casa siamo state tante volte con il fiato sospeso. Sapevamo che fuori, nell’obbligo del non lasciare la propria abitazione, continuavano a esistere maltrattamenti e violenze e che per le donne sarebbe stato molto più difficile chiedere aiuto a causa della convivenza forzata. Ma i telefoni non squillavano. Molto raramente abbiamo ricevuto qualche email. Anche se noi non abbiamo mai chiuso, è stato solo dopo che abbiamo visto la portata dell’onda lunga del blocco che si è verificato. E in molti casi le situazioni erano anche più gravi, perché prolungate ed esasperate da tanti mesi di convivenza forzata e in determinati momenti c’è stato anche un po’ di sovraffollamento. I posti, nei centri residenziali dell’Umbria non sono infiniti, purtroppo”. 

 

 

 

E quindi, andando a guardare da vicino i numeri, ognuno dei quali racconta una storia che forse incontreremo nei prossimi anni nelle aule di tribunale, si scopre che a Perugia, nel centro residenziale Doriana Bellini, nel 2021 sono state accolte 266 donne e 16 ne sono state ospitate insieme a 20 minori. Il centro Servizio Telefono Donna ha accolto 86 donne e fatto 845 colloqui. Su Perugia c’è poi il servizio di emergenza- urgenza che si attiva solo con l’intervento di forze dell’ordine, assistenti sociali o ospedali. Consiste nel trovare un posto dove far stare donne e minori nel giro di pochissime ore. Si attiva in casi gravi che necessitano di una soluzione immediata. Il servizio è attivo 24 ore su 24. A Terni nel centro Libere Tutte sono state accolte 203 donne, ne sono state ospitate 9 con 11 minori al seguito. A Foligno, dove il centro ha aperto a novembre 2020 sono state accolte 54 donne sono stati effettuati 343 colloqui. A Gubbio, dove il centro ha aperto il 30 marzo 2021 sono state accolte 13 persone. Mentre a Città di Castello sono state 34. “In questo anno - dice ancora Moriconi - sono stati messi in atto percorsi virtuosi che aiutano le donne a rimettersi in piedi. Molto spesso infatti vediamo situazioni in cui le vittime non possono rimettersi in piedi magari perché non hanno una casa, o perché non hanno una fonte di reddito. L’indipendenza economica è un passo fondamentale per ripartire realmente”. Ed è proprio in quest’ottica che l'associazione con il Centro Antiviolenza Libere tutte di Terni ha rinnovato la convenzione con Inps, attraverso cui le donne hanno un accesso protetto e facilitato ai servizi dell'Ente grazie al cosiddetto Reddito di libertà. Inoltre il centro antiviolenza di Terni nel 2021, oltre le attività di promozione dell'empowerment, dell'autonomia abitativa e lavorativa delle donne, grazie ai progetti di autonomia, finanziati da Regione Umbria, in co-progettazione con Comune di Terni, ha attivato e finanziato 5 interventi di orientamento al lavoro con tirocini retribuiti, 3 percorsi di formazione professionalizzante, e 5 interventi di autonomia abitativa. 
“In Umbria questa rete funziona già bene, ma andrebbe implementata” conclude Moriconi. E il 25 novembre dovrebbe essere tutti i giorni.