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Auto elettriche, vendite più che raddoppiate in un anno ma servono le colonnine

Sabrina Busiri Vici
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L’Umbria rinnova il suo vecchio parco auto, il più datato d’Italia con un’età media dei mezzi di 10,25 anni. Anche il Cuore d’Italia in materia di mobilità va verso il green . “A dare un grosso impulso sono stati gli incentivi che hanno spinto alla rottamazione del vecchio tanto da far registrate in un anno +24% alla voce radiazioni (cancellazioni dal registro ndr) dal primo gennaio a oggi rispetto a un media nazionale del + 21%”, riporta Michele Biselli, presidente di Arca, l’associazione regionale concessionari auto Confcommercio. Disfarsi dell’auto vecchia però non significa andare necessariamente verso l’acquisto di una nuova tipologia di auto con garanzie di minor impatto ambientale.

 

 

“I tempi di sostituzione sono sicuramente più lunghi - spiega Biselli - ma stiamo parlando che quest’anno gli umbri hanno rottamato più di 1/4 del vecchio parco auto rispetto al 2020; un valore che si tradurrà necessariamente in maggiore sicurezza nella mobilità, nella qualità dell’aria e nel numero degli incidenti”. Determinate per provare la svolta verso il green è quanto riportano Massimo de Santis e Valeria Carunchio soci della Sky Car di Foligno, concessionaria specializzata nel mercato dell’elettrico e dell’ibrido: “La vera svolta verso l’auto elettrica in Umbria è arrivata in questo ultimo anno: da ottobre 2020 a oggi le vendite sono più che raddoppiate - specificano -. Ma per allargare il mercato e dare un maggiore impulso serve potenziare le infrastrutture, capillarizzare l’installazione di colonnine facendo entrare anche altri gestori oltre Enel. Dovremmo arrivare presto ad avere una ricarica in ogni parcheggio di hotel e in ogni condominio”.

 

 

Il mercato dell’auto in Umbria, in linea con quello nazionale, in questo 2021 ha anche visto l’incremento della vendita dell’usato segnando quasi un +16%: da gennaio a ottobre sono stati registrati infatti 40.689 passaggi di proprietà rispetto ai 35.250 dello stesso periodo nel 2020. “Un aumento dovuto soprattutto al rallentamento delle consegne del nuovo causato - spiega Biselli -, le lunghe attese disincentivano l'acquisto del nuovo. Una situazione che non cambierà nei primi mesi del 2022”. Ma il processo verso il cambiamento è segnato.