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Umbria, bollette raddoppiate per bar e ristoranti. Il movimento Mio: "Abbassare Iva al 5%"

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Bar e ristoranti alle prese con i rincari di luce, gas e materie prime. Un salasso che rischia di avere ripercussioni sul listino prezzi dei locali che altrimenti rischiano di non sopravvivere. Enrico Guidi, presidente regionale del movimento Mio, mostra le bollette appena ricevute con il conto da pagare per luce e gas che, per il suo ristorante (Il Cantinone di Perugia), è raddoppiato rispetto al 2019, anno precedente alla pandemia. “L’attuale bolletta di novembre, con i consumi di ottobre, è di 1.418,59 euro per il gas e 1.211,13 euro per l’energia elettrica per un totale di 2.629,72 euro da pagare - spiega - Due anni fa, per lo stesso mese di riferimento, la bolletta del gas si attestava sui 434 euro e quella dell’energia elettrica sui 945 per un totale di 1.379 euro”. Rispetto all’anno scorso, quando i ristoranti erano aperti ma lavoravano meno per colpa della pandemia, la cifra da pagare è invece triplicata. Ma non solo. Ad aumentare sono anche i prezzi delle materie prime, ad esempio farina e miscela del caffé sono saliti del 18% e del 20%, la mozzarella di bufala del 30% solo per fare qualche esempio. Rialzi anche per bevande, imballaggi e cartoni, attrezzature utilizzate dalle imprese del mondo horeca. Alcuni macchinari, poi, come le impastatrici, non solo costano di più ma sono diventati introvabili.

 

 

 

“Rincari vergognosi”, li definisce Giobi Zangara, presidente regionale Fiepet Confesercenti. “In questa situazione è impossibile riuscire a mantenere gli stessi prezzi garantendo la qualità come abbiamo sempre fatto - evidenzia - Se vogliamo sopravvivere saremo costretti a rivedere i prezzi dei listini anche perché siamo stati due anni senza lavorare e non abbiamo avuto aiuti, adesso il settore è in ripresa ma comunque non raggiungiamo i livelli precedenti la pandemia”. Il Centro studi di Mio Italia, per mezzo di un sondaggio effettuato su migliaia di associati, ha analizzato l’incidenza percentuale media delle forniture di gas ed energia elettrica sul fatturato dei piccoli imprenditori del comparto. Ebbene, le bollette di gas e luce - con gli attuali rincari - gravano per il 12% sui bar e per il 6% sui ristoranti. 

 

 

 


Il movimento ha già scritto una lettera al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolan con la quale a seguito degli aumenti dell’energia elettrica e del gas si chiede un abbassamento dell’aliquota Iva dal 10 al 5 per cento per le attività di ristorazione. “La riduzione - evidenzia Guidi - scongiurerebbe l’aumento certo dei prezzi al consumo”. L’effetto dei rincari record si trasferisce a valanga lungo tutta la filiera alimentare: nelle campagne sono a rischio le semine per il balzo dei carburanti e concimi che hanno raggiunto picchi del +143% con costi insostenibili per le imprese agricole. Secondo un sondaggio che è stato effettuato da Coldiretti, oltre un italiano su due (il 52%) taglia la spesa nel carrello a causa dell’aumento dei prezzi dei prezzi: il 36% dichiara di aver ridotto la quantità degli acquisti, un 16% si è ritrovato orientato verso prodotti low cost rinunciando alla qualità e solo un 48% di cittadini non ha modificato le proprie abitudini di spesa.