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Grande musica al Teatro Secci, i Jerusalem in my Heart in concerto

Giovanni Dozzini
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Dal Libano delle radici all'Oman, dall'Oman al Canada. Radwan Ghazi Moumneh è cresciuto con l'idea che nessun luogo fosse sempre e per forza il luogo di domani. Il processo di costruzione della sua identità musicale, maturata principalmente nella scena punk e hardcore di Montreal, non poteva che nutrirsi della stessa attitudine. Jerusalem in my Heart, il progetto che porta avanti dal 2005, è in effetti una sorta di prisma sonoro.

 

 

Tradizione araba, elettronica, sperimentazione a go-go. Il primo disco, Mo7it Al-Mo7it, risale al 2013, poi ne sono arrivati altri quattro, tra cui quello del 2015 insieme ai Suuns. Il più recente è uscito una manciata di settimane fa. Si intitola Qalaq, che in arabo significa qualcosa come “sconforto”, ed è probabilmente il suo lavoro più potente. Dodici tracce, ognuna frutto di una collaborazione diversa. Tra gli ospiti si segnalano il libanese Beirut, la colombiana Lucrecia Dalt, Greg Fox, vecchio batterista degli eroi newyorkesi del black metal Liturgy, il compositore canadese Tim Hecker.

 

 

Il risultato è un'opera ambiziosa ed eterogenea, in cui la tensione emotiva non cede nemmeno per un momento. Giovedì 18 novembre i Jerusalem in my Heart suoneranno al Teatro Secci di Terni, all'interno del complesso del Caos. Un concerto frutto della collaborazione tra l'Umbria Factory Festival dello Zut! di Foligno e le Degustazioni Musicali di Andrea Leonardi, che proprio al Caos, ma sul palco del Fat, a inizio ottobre aveva già portato uno Steve Wynn in grande spolvero.