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Terni, carcere di Sabbione: aggressioni e minacce di morte da detenuti agli agenti di polizia penitenziaria

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Il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) denuncia altre due giornate di violenza nel carcere di Sabbione, a Terni. Lunedì 15 novembre 2021 - riferisce il sindacato - un detenuto ha prima minacciato di morte un agente penitenziario; il giorno dopo, martedì 16 novembre 2021, invece, altri quattro si sono rifiutati di rientrare in cella arrivando anche (uno di loro) ad aggredire un altro agente di polizia penitenziaria.

 

 

“La situazione resta allarmante - spiega il segretario nazionale per l’Umbria del Sappe, Fabrizio Bonino - prima un detenuto, già ad alta sicurezza, ha minacciato di morte un agente e, brandendo un bastone, si è scagliato contro la postazione di guardia. Poi altri quattro si sono rifiutati di rientrare in cella dal passeggio ed uno di questi ha aggredito un altro collega. Si tratta di un soggetto che ha già posto in essere comportamenti violenti durante la detenzione e che la polizia penitenziaria è riuscita a contenere nelle sue intemperanze più volte. Ai colleghi minacciati e contusi va la vicinanza e la solidarietà del Sappe”.

 

Donato Capece, segretario generale del Sappe, torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: “Nei 200 penitenziari del Paese l’affollamento nelle celle resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali, quelli davvero disponibili. Quel che è accaduto a Terni, con la violenta aggressione verbale e fisica ai poliziotti, ha riportato alla ribalta le difficoltà della struttura detentiva e delle gravi condizioni operative nelle quali lavora ogni giorno il personale di polizia penitenziaria”.

Il Sappe denuncia una volta di più che “sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili.  La realtà detentiva italiana è complessa e problematica ed il Sappe lo denuncia sistematicamente nell’indifferenza delle istituzioni”.