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Marchio Umbria nella grande distribuzione: progetto della Regione per i supermercati

Alessandro Antonini
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Il pomodoro o l'insalata "made in Umbria." Così come le erbe aromatiche e gli alberi di Natale. I prodotti agricoli a filiera corta avranno un unico marchio regionale, riconoscibile e tracciabile. L’obiettivo - previsto nell’ultimo Documento di economia e finanza della Regione - è connetterli alla grande distribuzione, a partire dalle società che hanno sede in regione. Ci sono tre colossi: Coop Centro Italia, Conad Pac2000A e Eurospin tirrenica. La Regione insieme alle associazioni di categoria della filiera agricola sta lavorando ad una sinergia per rendere sistematico quello che al momento è sporadico, sviluppato cioè solo con alcuni produttori. E’ uno dei nuovi assi del Defr appena approvato dalla giunta regionale.

 

 

Nel medio termine - è scritto negli obiettivi strategici - dovranno essere rafforzate le azioni di sostegno alle filiere produttive che, in taluni casi, stanno rappresentando un fattore di forte interconnessione con il brand Umbria, puntando anche a sostenere la crescita di nuove filiere, a partire da quelle per cui sia più marcata la possibilità di sinergie con il settore della grande distribuzione organizzata”. Nel processo potranno anche nascere degli accordi per il packaging tra la stessa gdo e le associazioni degli agricoltori. Per questo Palazzo Donini punta a “ un percorso di valorizzazione del settore agricolo, a partire dalle potenzialità -ancora da sfruttare- che tale comparto può mettere in campo in sinergia con altri settori per rafforzare l’attrattività del territorio regionale e il branding dell’Umbria quale luogo di eccellenze, qualità, sostenibilità”. Un ruolo potrebbe essere svolto - c’è un progetto in questo senso - dal vivaio pubblico della Regione, Umbraflor.

 

 

Già nelle serre situate negli appezzamenti tra Assisi e Spello coltiva e produce alberi a piccolo, medio e grande fusto. Nonché erbe aromatiche, piante e fiori. Anche qui, in sinergia con la grande distribuzione, possono svilupparsi nuove filiere che soddisfino le esigenze dei colossi umbri. A partire, ad esempio, dagli abeti di Natale.