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Operazione antiterrorismo, nella rivista clandestina scrivevano: "L'anarchia sarà la vanga con cui scaveremo la fossa"

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E’l’11 aprile 2020 quando nei siti di area anarchica, Malacoda e Roundrobin, viene pubblicato uno scritto finito agli atti dell’inchiesta antiterrorismo delle Procure di Perugia e Milano. Nel comunicato dal titolo “prima le buone notizie” si critica “la svolta autoritaria dello Stato determinata dal coronavirus” - sta scritto nell’ordinanza di custodia cautelare con cui sono stati disposti i domiciliari per lo spoletino Michele Fabiani, la misura in carcere per Alfredo Cospito (già in carcere perché condannato in via definitiva) ndr - e si conclude così: ‘tutto questo deve finire. E se lo Stato e i padroni sono i nostri nemici viventi allora risulta evidente più che mai il ruolo storico dell’anarchismo come la vanga con cui gli scaveremo la fossa”. Per la Procura di Perugia alla guida di Raffaele Cantone - titolare del fascicolo è il pm, Manuela Comodi - anche queste sono espressioni che configurerebbero l’istigazione a delinquere finalizzata all’eversione anarchica. Secondo il gip, Valerio d’Andria invece, che ha anche escluso la sussistenza dell’associazione per delinquere, “in tali scritti mancano inviti concreti a propositi criminosi che invece si rinvengono in scritti pubblicati su Vetriolo”.

 

 

La rivista “a-periodica” come definita dagli stessi indagati, in cui anche secondo il gip “emerge nitidamente dai registri linguistici utilizzati e dalla ripetitività dei concetti espressi, una costante sollecitazione ad agire ‘qui e ora’ prima ancora che per realizzare un determinato obiettivo, per la stessa necessità di manifestare la vitalità del movimento e incutere timore se non panico nel ‘nemico’. E dunque- scrive il gip - in conclusione il contesto in cui hanno agito gli indagati, la capacità degli stessi di raggiungere un folto numero di persone attente ai loro messaggi e l’incitamento alla violenza contenuto negli scritti convincono della portata concretamente istigatoria delle pubblicazioni relativamente agli articoli e alle interviste” contenute in Vetriolo. Tra queste, il gip cita alcune frasi di Cospito - detenuto a Ferrara perché condannato in via definitiva per l’attentato all’ad di Ansaldo nucleare nel 2012. “Il Cospito - scrive - rivendica la strategia dei pacchi bomba, accenna ‘all’eliminazione fisica di un padrone’ e ricorda poi che ‘il terrorismo è una pratica che gli anarchici hanno sempre utilizzato’”. E ancora: “Solo le azioni distruttive riescono a far breccia in quel chiacchiericcio e attraverso di essere le nostre parole acquistano un valore reale riuscendo ad arrivare con forza e concretezza”. 

 


Per tutti questi scritti, anche secondo il giudice, “non si è di fronte alla semplice esternazione di giudizi positivi su episodi criminosi, né alla rivendicazione di un’idea per quanto odiosa possa essere , ma all’esaltazione di una pratica violenta che si chiede ai compagni di replicare indefinitamente e che determina il rischio effettivo di emulazione derivante dalla persuasività e autorevolezza che qualifica la rivista: l’urgenza avvertita da chi scrive e comunicata ai lettori mira a determinare quell’eccitazione all’azione che configura il pericolo concreto richiesto dalla norma incriminatrice”. Intanto ieri è stato emesso un comunicato unitario di diverse sigle, in solidarietà degli indagati, a cui ha aderito anche l’Assemblea Permanente Senza Green Pass Umbria. Nello scritto, firmato, tra gli altri anche da, poi da Partito comunista, Partito della Rifondazione comunista, Cobas Umbria, Casa Rossa di Spoleto, si legge: “Negli stessi giorni in cui il governo Draghi sta ulteriormente restringendo e limitando il diritto a manifestare, in Umbria abbiamo assistito all’ennesima operazione repressiva, questa volta contro il gruppo anarchico che pubblica la rivista Vetriolo. L’impianto accusatorio è di tipo inquisitoriale: non vengono contestati fatti specifici ma, basandosi su una lettura degli articoli del giornale da polizia preventiva alla minority report, viene contestato il reato di istigazione a delinquere, aggravato dalle finalità di terrorismo. È in gioco la possibilità stessa di esprimere dissenso, di essere contro lo stato, il sistema, il capitale. L’attuale stato di emergenza sanitaria viene utilizzato per limitare il diritto costituzionale a manifestare ed esprimere le proprie idee. È un inaccettabile attacco alla libertà di pensiero e di opinione, contro cui chiediamo l’immediata scarcerazione di tutti gli inquisiti”.