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Operazione antiterrorismo, rivista clandestina: "Colpire forgiando col sangue". Pm: "Proselitismo tra i no vax"

Francesca Marruco
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Una misura cautelare in carcere, una ai domiciliari con braccialetto elettronico e altre 4 con obbligo di firma e di dimora. Sono a vario titolo accusati di istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo e all'eversione dell'ordine democratico.  “ Colpire, colpire, colpire forgiando col sangue sudore e immenso piacere il mito dell'anarchia vendicatrice, non rinunciare allo scontro violento con il sistema e alla lotta armata, costi quel che costi”  sosteneva quello che viene ritenuto il capo della cellula anarco-insurrezionalista Alfredo Cospito – stamane raggiunto da misura cautelare in carcere – già in cella dove sta scontando la condanna per aver gambizzato l'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, nel 2012. Le risultanze dell'indagine sono state illustrate stamattina in una conferenza stampa dal Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone, insieme al pm Alberto Nobili, coordinatore dell'Antiterrorismo della Procura di Milano, dal generale del Ros, generale Pasquale Angelosanto, e  dal sostituto procuratore di Perugia, Manuela Comodi, titolare del fascicolo. 

 

 

Secondo quanto spiegato dagli inquirenti, gli indagati  - nel corso della mattinata sono state eseguite  perquisizioni in diverse città d'Italia -  avrebbero istigato alla violenza tramite la pubblicazione del giornale clandestino “Vetriolo”, un “a-periodico” come veniva definito da loro stessi che, in occasione della pubblicazione del primo numero hanno parlato di “giornale di denuncia e da denuncia”. Gli inquirenti hanno spiegato che alle istigazioni contenute nel giornale sono seguite quelle che sempre gli stessi indagati hanno definito “piccole azioni dirette”. Il Procuratore Cantone ha spiegato che stando alle risultanze degli accertamenti c'è una corrispondenza temporale tra gli articoli di istigazioni in cui si incita alla violenza e alcuni episodi avvenuti. Citati, tra gli altri, di “gravi danneggiamenti” ai danni di alcuni automezzi di Poste Italiane a Foligno che la Procura attribuisce loro. 

 

“Qui non abbiamo messo in discussione il diritto di manifestazione del pensiero” ha precisato l'ex numero uno di Anac, Cantone “ma perseguiamo vera e propria l'istigazione a vicende violente che poi si sono concretizzate anche non necessariamente da parte degli stessi soggetti”. Lo stesso procuratore ha spiegato che “la richiesta di custodia cautelare riguardava anche l'associazione per delinquere mentre il gip ha ritenuto di concedere misure solo per gli episodi di istigazione evidenziando comunque l'esistenza attorno al gruppo del circolo, Il Circolaccio, di un'organizzazione e l'aggravante terroristica”. “C'è un mondo disponibile a raccogliere queste istigazioni  - ha precisato - anche  in questo momento in cui le fibrillazioni sociali collegate alle vicende pandemiche sono particolarmente pericolose”.


Il sostituto procuratore  Manuela Comodi, già titolare di diverse inchieste su cellule anarco insurrezionaliste, ha evidenziato che “anche nel periodo del primo lockdown, il gruppo spoletino era particolarmente attivo. Non solo ha distribuito il giornale anche in violazione delle norme restrittive,  Hanno anche preso parte anche a campagna di protesta con striscioni, manifesti in varie piazze tra Umbria e Marche per protestare contro quello che loro chiamavano lo 'Stato tiranno e liberticida che con la scusa della pandemia uccideva le libertà individuali'. Questo è il tema che viene ripreso dai no green pass. Recentemente hanno partecipato anche cortei no green pass a Roma e Milano”. Questo perché, ha spiegato ancora il pm Comodi:  “L'organizzazione non disdegna contaminazioni con altri  gruppo che possono essere utili per singole azione dirette”. Il coordinatore dell'antiterrorismo di Milano, Nobili,  ha parlato di “un bersaglio che per loro adesso è importante è quello dei no vax, non a caso a Milano in particolare, a Roma no perché  c'è più una infiltrazione di gruppo di estrema destra, ma a Milano troviamo una forte presenza anarchica nei cortei e da una serie di indagini che stiamo facendo si capisce che sono li per fare proselitismo e propaganda, per utilizzare questo malcontento sociale  - non  perché gliene importi dei vaccini   -  ma per raggiungere ulteriori adesioni e arrivare a uno scontro frontale”.

Nel corso della mattinata, durante le perquisizioni eseguire dal Ros con i carabinieri delle compagnie di diverse città italiane sono state sequestrate, tra l'altro, delle liste di indirizzi di alcune caserme e delle sedi di Leonardo. Sempre in mattinate notificata la misura dei domiciliari con il braccialetto elettronico allo spoletino Michele Fabiani, già indagato e condannato in passato per inchieste simili. Secondo la Procura era "il braccio destro dell'ideologo Cospito". Obbligo di firma e di residenza per altre quattro persone. Due delle quali aveano chiesto la residenza a Spoleto, sede del "Circolaccio" ritenuto dagli inquirenti la sede operativa dell'organizzazione.