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Perugia, truffa della benzina: 21 milioni di litri irregolari. Sanzioni per oltre 25 milioni di euro

Alessandro Antonini
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Gli uomini dell’antifrode dell’Agenzia delle dogane di Perugia sono andati a colpo sicuro: una società romana stava vendendo carburante a un imprenditore umbro finito già sotto i fari degli inquirenti. Hanno scoperto che la ditta capitolina sarebbe responsabile una maxi evasione dell’Iva da sette milioni e hanno contestato sanzioni che superano i 25 milioni di euro. Il verbale d’entrata è in fase di stesura anche per la ditta del cuore verde, perché sarebbe stata consapevole che il carburante acquistato era oggetto di evasione. L’azienda laziale operava come società cartiera, interponendosi come soggetto giuridico tra i fornitori comunitari, in questo caso della Repubblica Ceca e le società italiane clienti, “attuando una serie di comportamenti illeciti che hanno consentito agli amministratori di eludere la gigantesca mole di imposta”.

Durante i controlli i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Perugia hanno accertato che la società romana non effettuava versamenti dal 2014 e non presentava dichiarazioni dal 2017. Le verifiche incrociate, eseguite utilizzando i sistemi informativi e le banche dati in uso, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire il modus operandi della ditta gestita da un 68enne originario di Treviso e residente nella provincia di Teramo subentrato nel 2018 a una donna originaria della Svizzera. L’uomo sarebbe stato già denunciato e indagato.

La lista degli illeciti amministrativi è lunga: dichiarazioni Iva infedeli, emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, false dichiarazioni di intenti (con cui si dichiarava falsamente lo status di esportatore abituale al fine di non anticipare l’Iva ai fornitori) e omesse dichiarazioni Iva. Si stima che il commercio di carburante abbia riguardato forniture per oltre 21 milioni di litri di benzina e gasolio. Il servizio antifrode dell’ufficio Adm di Perugia proprio ha notificato gli illeciti al responsabile dell’azienda romana. A quest’ultimo, oltre ai 7,1 milioni di euro di Iva elusa, vengono contestate sanzioni che vanno da un minimo di 12,6 milioni a un massimo di 25,2 milioni di euro. “Dall’inizio del 2021 ad oggi ammontano a più di 151 milioni di euro le imposte non versate all’erario e accertate dai funzionari Adm di Perugia che mantengono alta la vigilanza e il presidio sul proprio territorio di competenza nel contrasto a tali fenomeni criminosi”, è scritto in una nota dell’Adm.