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Spoleto, la storia del Festival dei Due Mondi raccontata da tremila costumi

Chiara Fabrizi 
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E’ stato mostrato al sindaco Andrea Sisti e all’assessore alla cultura Danilo Chiodetti il lavoro di recupero e inventario compiuto a partire dall’estate scorsa dal Due Mondi sugli abiti di scena utilizzati praticamente in ogni edizione della manifestazione, compreso il Macbeth di Luchino Visconti messo in scena nel 1958. A fare da cicerone tra le meraviglie del Festival, custodite nel deposito di San Nicolò, è stata la direttrice artistica Veaute, affiancata da quella amministrativa Paola Macchi, che hanno raccontato l’opera di catalogazione ed etichettatura eseguita dalla sarta Francesca Persichini e dai collaboratori Michele Mosca ed Eugenio Patrizi. Loro, coordinati da Monica Trevisani, hanno proceduto alla pulizia, classificazione e archiviazione dei circa tremila abiti di cui solo il 40 per cento era corredato da un’etichetta che ne indicava i dettagli, mentre il 30 per cento riportava unicamente il nome dell’artista che lo aveva indossato e un altro 30 per cento era privo di qualsiasi indicazione.

 

 

Un lavoro certosino che la direttrice Veaute vorrebbe rendere accessibile al pubblico, ma per centrare la valorizzazione servono partner privati. “Il nostro – ha spiegato Macchi – è stato uno sforzo necessario ed è il primo passo affinché anche altri facciano i successivi per mettere a disposizione questo patrimonio, operazione che non rientra tra le missioni primarie del Festival”. Una posizione, questa, condivisa dal sindaco, secondo cui la valorizzazione dei costumi e delle scenografie “non è ricompresa nella finalità dello statuto della Fondazione, che dobbiamo rivedere”.

 

 

Per Sisti, comunque, l'obiettivo “è patrimonializzare questo grande valore, senza musealizzarlo, bensì creando - ha detto - un progetto parallelo al Due Mondi da portare all’attenzione degli investitori per raccontare la storia della manifestazione attraverso strumenti innovativi in grado di far dialogare le nuove edizioni con quelle del passato”. Il sindaco, infine, torna a rispolverare il sogno che recentemente è stato dell’assessore Gianni Quaranta, poi naufragato, “quello di una scuola per la maestranze da aprire a giovani di tutto il mondo e creeremo un progetto per chiedere risorse per realizzarla”.