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Umbria, dal Pnrr arrivano 234 milioni per la sicurezza delle scuole

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Arrivano 234 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per le scuole dell’Umbria. L’obiettivo è quello di aumentare la sicurezza dal punto di vista sismico, ridurre i consumi energetici e migliorare gli ambienti a disposizione degli studenti in una regione dove due edifici scolastici su dieci hanno più di cinquant’anni e il 12% del totale si trova in un’area soggetta a vincolo idrogeologico (96 su 803). I numeri sono quelli che emergono da una indagine di Openpolis su dati Miur aggiornati al pre Covid e disponibili comune per comune. A Perugia, per esempio, su 132 edifici scolastici, dieci risultano essere in area soggetta a vincolo idrogeologico e 16 sono classificati come vetusti. A Terni, su 75 edifici scolastici, uno è sottoposto a vincolo e 16 hanno più di cinquanta anni. Le scuole più vecchie si trovano nel Folignate: ben 19 su 63 hanno più di 50 anni mentre a Città della Pieve e Orvieto sono più numerose quelle che sorgono nelle aree soggette a vincolo, 7 su 11 nel primo caso e 9 su 21 nel secondo. A livello nazionale le percentuali si abbassano: gli edifici scolastici classificabili come vetusti sono il 17,8%, il 4,9% quelli che si trovano in zona soggetta a vincoli idrogeologici. 

 

 

 

 

 

La necessità di interventi nelle scuole dell’Umbria era stata già messa in evidenza dall’ultimo rapporto di Legambiente che aveva preso in esame la qualità dell’edilizia scolastica in 98 capoluoghi di provincia, tra cui quelli di Perugia e Terni. Quindi 156 edifici scolastici che ospitano 29.778 studenti. Edifici tutti rientranti all’interno della zona sismica 2, di questi solo il 23,1% ha certificazioni base come l’agibilità, il 53,8% il collaudo statico, il 44,3% il certificato prevenzione incendi e solo il 66% degli edifici è dotato di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche. Il tema della sicurezza degli edifici scolastici è di particolare attualità perché in ballo ci sono le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nelle previsioni del piano, come evidenzia l’indagine Onpepolis, il potenziamento dell’edilizia scolastica assume a livello nazionale un duplice obiettivo. Da un lato, è finalizzato a ridurre i divari territoriali oggi esistenti. Dall’altro, l’intervento su edilizia scolastica è parte di una strategia più complessiva di lotta alla povertà educativa. Strategia che dovrà coinvolgere anche lo sviluppo della rete di asili nido, servizi socio-educativi e scuole per l’infanzia, nonché politiche di contrasto all'abbandono precoce.

 

 

 

 

E’ in questo quadro che va collocata la necessità di potenziare le infrastrutture scolastiche, secondo quanto indicato dal Pnrr. La presidente della Regione, Donatella Tesei, ha parlato per l’Umbria di uno stanziamento da 234 milioni attraverso cui si potranno effettuare una serie di interventi atti anche ad aumentare la sicurezza strutturale delle scuole. Un intervento che mira a sostituire progressivamente il patrimonio scolastico obsoleto.