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Perugia e Terni, fuori dalla top 20 delle città green di Legambiente

Sabrina Busiri Vici
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Perugia si piazza al 21esimo posto fra i capoluoghi italiani per miglior rapporto con l’ambiente. Terni risulta al 38esimo, penalizzata fortemente in qualità dell’aria, con ben nove posizioni perse in un anno. Si tratta della classifica redatta da Legambiente per la 28esima edizione del rapporto Ecosistema urbano. Lo studio assegna il podio alla provincia di Trento, seguita da Reggio Emilia e Mantova. Fanalino di coda sono Palermo e Catania. Lo studio riguarda il 2020. E la classifica è stata stilata sulla base di 18 indicatori, (raggruppati in ambiente, aria, acqua, mobilità e rifiuti) e riguarda 105 capoluoghi italiane. 

 


Perugia, in particolare, negli ultimi tre anni è risalita di cinque postazioni dal 28esimo posto del 2018 con il punteggio totale di 59,34 all’attuale 21esimo con 62,36. Da considerare però che andando a ritroso negli anni troviamo un 17esimo posto nel 2016. Oggi comunque la Città del jazz e del cioccolato ha le sue performance migliori in verde urbano piazzandosi al 14esimo posto in Italia. Discreto il risultato che riguarda l’offerta del trasporto pubblico: 18esimo. Stessa posizione sul fronte vittime della strada: 18esimo. Buona anche la qualità dell’aria: per ozono e biossido di carbonio i posti sono rispettivamente assegnati alle postazioni 14 e 17. Va peggio sui Pm10, 28esima collocazione. Note dolenti arrivano dal numero di auto circolanti ogni 100 abitanti (95esima posizione), e dalla depurazione dell’acqua (84esimo posto). Male anche la situazione delle piste ciclabili: 61esimo posto.

 


Terni dal 2019 a oggi è scesa di quattro gradini nella graduatoria nazionale; ma va molto meglio rispetto al 47esimo posto del 2018 e addirittura al 60esimo del 2017. Per la Città dell’acciaio c’è da rimarcare il sesto posto per il verde urbano, l’ottavo in isole pedonali. Abbastanza bene anche per quanto riguarda il settore rifiuti dove la Conca ottiene la 19esima e 21esima collocazione rispettivamente in differenziata e in rifiuti prodotti. Mentre si scende al 74esimo posto in qualità dell’aria e precisamente sul fronte dei Pm10, nove posizioni più giù rispetto a un anno fa. Va meglio per presenza di ozono (44 posto) e biossido di azoto (29 posto). “Terni sempre più in basso tra le peggiori città in Italia per qualità dell’aria - sottolineano i consiglieri comunali del M5s - servono concretezza e investimenti per la riconversione del tessuto industriale”.