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Perugia, chiude Andrei: "In 15 anni è cambiato tutto"

Sabrina Busiri Vici
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Andrei chiuderà a febbraio. E la proprietà, la famiglia Capaccioni - dopo le prime indiscrezioni circolate -, lo comunica ufficialmente ai suoi clienti e alla città con una lettera. “Mettere per iscritto queste due semplici parole ci è voluto molto tempo e molta riluttanza”, si legge. Andrei è, infatti, un nome legato a doppio filo con Perugia. “Abbiamo servito generazioni di clienti con cui si è instaurato un rapporto che spesso è andato oltre a quello tra gestore e cliente”. Nero su bianco i Capaccioni descrivono i molteplici motivi che hanno portato alla decisione: “è un dato di fatto che negli ultimi 15 anni la città abbia cambiato modo di ‘pensarsi’ e di ‘viversi’ - si legge -, meno concentrata su corso Vannucci, si è allargata e aperta alle novità che via via ha incontrato. I confini si sono ampliati e così è diminuito l’appeal del centro storico come luogo unico di aggregazione”. Ma non solo: “Sono cambiate anche le condizioni del mercato della moda con l’avvento della vendita on-line e dei grandi gruppi che la controllano. Una lunga e inesorabile crisi economica ha depauperato la nostra regione e la nostra città, sperimentazioni e innovazioni che era possibile tentare, anche singolarmente, negli anni ’80 e ‘90, non sono più possibili ora se non in un quadro di collaborazioni che trovano difficoltà a decollare”.

 

 

E poi il difficile momento della pandemia “che ha accentuato tutto questo e ci ha fatto prendere atto della ragione per cui Andrei chiude: per rimanere sul mercato occorre rinnovarsi continuamente e per farlo occorre aspettarsi una sostenibilità economica e avere forze nuove - si legge ancora -; una prospettiva e un cambio generazionale che, in questo settore, non intravediamo”. E la famiglia Capaccioni conclude pensando al futuro: “Le nostre energie, la ricerca, la forza della curiosità e della sperimentazione che è sempre stato il dna di Andrei ora li metteremo al servizio dell’altra realtà che già da quasi 20 anni stiamo portando avanti, in un settore come quello turistico-ricettivo, dove pensiamo sia per noi possibile dire qualcosa di utile e importante”.

 

 

Nella lettera scritta dalla famiglia Capaccioni sulla chiusura del negozio Andrei è anche riportata una breve storia della attività nata nel 1833 come minuscola merceria proprietà di Lola Andrei, negli anni 30 del secolo scorso è poi passata alla nostra famiglia grazie a Giuseppe e Argia Capaccioni. La merceria è divenuta nel corso degli anni sempre più grande, cambiando stile e merceologia: non più bottoni, ma biancheria, pellicce, vestiti (tra i primi ad introdurre il prêt-à-porter a Perugia). Negli anni ’60, grazie al lavoro di Guido e Antonio Capaccioni con Rosanna e Giuliana, Andrei cambia pelle e diventa un negozio di moda attento alle novità del mercato e così è rimasto fino ad oggi.