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Umbria, il food traina la ripresa dei consumi delle famiglie

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Le famiglie tornano a spendere con il food che fa da traino. Stando alle elaborazioni del centro studi Sintesi, il 2021 dovrebbe segnare per l’Umbria una crescita dei consumi del 5,5%, in significativo miglioramento rispetto alle stime di gennaio e nel 2022 dovrebbero ulteriormente crescere arrivando a sfiorare i livelli pre pandemia. 

 

 

 

 


 

 

Giuliano Granocchia, presidente regionale Confesercenti, spiega che in Umbria il settore che in questo momento tira di più è quello legato al food. “Bar e ristoranti stanno registrando buoni numeri - evidenzia - nonostante le restrizioni imposte dalle norme anti Covid. Il green pass non sembra rappresentare un ostacolo, anzi. Gli strumenti messi in campo sino a questo momento a livello nazionale e regionale sono evidentemente riusciti a dare il giusto sostegno alle imprese. Ci sono, ovviamente, le eccezioni ma in linea generale bar e ristoranti stanno lavorando molto bene tanto da avvicinarsi molto ai livelli pre Covid”. Tra i beni non alimentari, secondo quanto certifica l’Istat e conferma lo stesso Granocchia, si registra una crescita tendenziale per quasi tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione di mobili, articoli tessili, arredamento (-0,7%) mentre gli aumenti maggiori riguardano elettrodomestici, radio, tv e registratori (+26,3%). “Continuano a soffrire molto le agenzie di viaggio e in generale il comparto a queste collegato, come ad esempio quello dei trasporti - spiega Granocchia - Le famiglie ancora evitano grandi spostamenti e preferiscono l’Italia all’estero. Non solo: sono venute meno le gite scolastiche e quelle organizzate, per esempio, in favore delle persone anziane. Tutto questo sta provocando una grande crisi del settore”. In questo momento un tasto dolente è anche quello del rischio inflazione determinato dai rincari di gas, energia elettrica e materie prime oltre che dal timore di una nuova impennata di contagi. In gioco ci sono le vendite di Natale, periodo durante il quale i commercianti realizzano una parte consistente dei loro fatturati.

 

 

 

 

 

 

“Le aziende stanno cercando di tirare avanti evitando aumenti ma non potrà continuare così per molto - evidenzia il presidente di Confesercenti -. Se, per esempio, un ristoratore si ritrova a fare i conti con bollette esorbitanti e rincari di pane, pasta, pomodoro e carne, è chiaro che non potrà fare a meno di ritoccare i prezzi sul menù. In qualche bar è già aumentato, anche se di appena un centesimo o due, il prezzo del caffè. Da parte nostra c’è forte preoccupazione: temiamo che tutto questo possa portare a una nuova contrazione dei consumi delle famiglie”. Una preoccupazione condivisa da Assoutenti. Secondo l’associazione dei consumatori, infatti, gli attuali rincari - compresi quelli dei prezzi dei carburanti - rischiano di determinare una gelata sui consumi di Natale portando le famiglie a tagliare le spese in occasione delle prossime festività.