Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, spaccio di droga: condannato a sei anni tunisino che aveva in casa minimarket di sostanze

Maria Luce Schillaci
  • a
  • a
  • a

Un 35enne di nazionalità tunisina è stato condannato dal tribunale di Terni, in composizione monocratica, a sei anni di reclusione e 30 mila euro di multa.

L’immigrato era stato arrestato a luglio 2021 dai militari del gruppo di Terni della guardia di finanza nell’ambito di un’operazione antidroga. L’uomo era stato trovato in possesso dalle fiamme gialle, nella sua abitazione della zona di Santa Maria Maddalena, di eroina, cocaina, hashish e Mdma, la cosiddetta droga dello stupro, oltre a materiale per confezionare le dosi e 1.700 euro in contanti ritenuti dagli investigatori provento dell’attività di spaccio degli stupefacenti.

 

Tra le contestazioni mosse dalla Procura di Terni a suo carico, ci sono anche i falsi nomi forniti alla polizia giudiziaria per evitare il peggio, almeno otto quelli accertati, e le attività di spaccio di eroina relative a due ragazze ternane.

Le fiamme gialle hanno infatti ricostruito come le cessioni delle dosi alle giovani andassero avanti da tempo, in un caso da aprile e in un altro da giugno del 2021, fino al giorno dell’arresto accaduto il 14 luglio sempre di quest’anno. A insospettire le forze dell’ordine era stato il continuo via vai di giovani nella zona dell’abitazione del nordafricano.

 

Da lì sono scattate le indagini, tra pedinamenti e intercettazioni fino al blitz all’interno dell’appartamento del tunisino, dove è stato scoperto un vero e proprio minimarket di stupefacenti per tutti i gusti, con un’ampia scelta di sostanze che, come detto, andava dall’eroina alla cocaina, ma anche hashish e Mdma, oltre ad un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.

A giudicare dalle notevoli frequentazioni, il tunisino era diventato un punto di riferimento dello spaccio in città, per un giro d’affari in termini economici piuttosto consistente, fino all’arrivo della finanza che ha scoperto il vasto traffico. Ora per il 35enne tunisino la prospettiva è quella dell’appello mentre per le forze dell’ordine prosegue l’indagine per risalire ai suoi fornitori.