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Servono 5,5 milioni per rilanciare l'aeroporto di Sant'Egidio

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Sase, servono 5,5 milioni per rilanciare l’aeroporto internazionale dell’Umbria. E dopo la sottoscrizione delle nuove quote e la ridefinizione della governance la società di gestione dello scalo chiede il finanziamento anticipato del piano industriale del 2023. I soli previsti inizialmente tra 24 mesi, 5,5 milioni di euro per l’appunto, vanno versati nel 2022. L’obiettivo è ottenere subito i collegamenti con l’hub di Monaco e Londra Heathrow. Con una quota obiettivo di passeggeri pari a 300 mila. Ancora distante dall’obiettivo storico del mezzo milione ma di certo un terzo in più rispetto al risultato pre pandemia del 2019

 


Per raccogliere risorse e coinvolgere una più ampia fetta di territori la Regione - che ha raggiunto la maggioranza con l’80% delle quote - sta lavorando al coinvolgimento delle fondazioni bancarie. A chiedere l’intervento anche del territorio di Terni è stata Bella libera Umbria. La consigliera del movimento al Comune di Perugia, Francesca Renda, ha dichiarato che “lo scalo umbro è sicuramente un’infrastruttura strategica per lo sviluppo economico del nostro territorio ed è funzionale all’affermazione di un’Umbria turistica: solo un aeroporto pianamente funzionante può contribuire ad aumentare l’attrattività dei nostri territori. Attualmente lo scalo ‘San Francesco d’Assisi’ prevede rotte verso l’Italia (Cagliari, Lamezia Terme, Palermo, Catania, Trapani) e verso l’Europa (Londra, Tirana, Malta, Rotterdam, Bruxelles-Charleroi), questo non è ancora sufficiente. Tanto lavoro deve essere fatto ampliando l’offerta di rotte da e verso Hub strategici europei che possano garantire un costante afflusso di utenza da parte dei diversi territori internazionali e sostenere così gli investimenti da portare avanti per consentire al ‘San Francesco’ di essere uno scalo moderno e funzionale”. L’obiettivo del piano industriale da 5,5 milioni è arrivare a 16 destinazioni con 40 voli settimanali

 


Un aeroporto funzionante è il primo acceleratore turistico. I dati delle presenze che vanno di pari passo con l’aumento dei passeggeri ad agosto e settembre “mostrano chiaramente coma la nostra regione debba essere dotata di una rete infrastrutturale sempre più sviluppata che possa consentire a chi desidera di venirci a trovare di poterlo fare nel modo piu semplice ed efficace possibile”, conclude Renda. I numeri di ottobre 2021, per quanto riguarda i biglietti staccati, non sono da meno: +24% rispetto all’ottobre 2019 pre pandemia.