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Perugia, bimbo lasciato a piedi dallo scuolabus: la mamma sporge denuncia

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Fra. Mar.
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Ha presentato una denuncia per abbandono di minore la madre del bambino che sarebbe stato lasciato a piedi dallo scuolabus. Il fatto, secondo quanto ricostruito dalla donna che ha sporto denuncia recandosi in caserma, è avvenuto la scorsa settimana. Il piccolo - un alunno di quarta elementare - non torna a casa. Ad avvertire la donna è la nonna: “Il bambino non è tornato a casa”.  L’allarme è scattato immediatamente. Il bimbo ha solo 10 anni e non solo prende lo scuolabus per tornare a casa, ma addirittura due: quello che dalla sede distaccata della scuola lo porta al plesso principale e quello che da lì lo accompagna fino a casa. Dove quel 30 ottobre non è arrivata. La mamma è disperata e telefona subito alla maestra della scuola.

 

Questa le comunica che il piccolo era uscito da scuola e salito regolarmente sull’autobus. Nel frattempo la donna va a casa della famiglia di un altro compagno di scuola e il ragazzino gli dice di aver visto sia suo figlio che un altro alunno erano rimasti a piedi perché lo scuolabus non si era fermato abbastanza per far salire tutti. Fortunatamente entrambi i bambini sono stati recuperati dalla mamma di un ulteriore compagno di classe che, più o meno contemporaneamente ha avvertito che aveva lei i bambini. Ma la donna in denuncia spiega che l’autista e l’accompagnatore dell’autobus della scuola hanno l’elenco dei bambini che vi devono salire e per questo - assistita dall’avvocato Giuseppe De Lio - ha sporto denuncia per abbandono di minore.

 

Non solo, qualche giorno dopo la prima denuncia la donna ha depositato una integrazione raccontando che il figlio, dopo il primo episodio, era stato aggredito verbalmente dall’accompagnatrice dell’autobus che, stando all’atto, gli avrebbe detto non solo che era colpa sua se era rimasto a piedi, ma anche che gliela avrebbe fatta pagare. “Tanto te la faccio pagare” è la frase contenuta nella denuncia. Non solo, “l’accompagnatrice - sta scritto nell’integrazione di querela - dopo le ingiurie e le minacce spingeva violentemente mio figlio e lo scaraventava all’interno dell’autobus”. Sempre secondo il documento redatto dall’avvocato, il piccolo avrebbe avuto crisi di insonnia e di pianto, episodi di ansia e paura di tornare a scuola proprio a causa dell’accaduto che lo ha molto turbato.