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Bimbo ucciso, Katalina Bradacs incontra psicoterapeuta in carcere

La mamma del bambino ucciso a CIttà della Pieve Foto: Belfiore

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Katalina Bradacs, la 44enne di origini ungheresi, che si trova in carcere a Perugia con l’accusa di omicidio aggravato nei confronti del figlio di due anni a Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve, ha incontrato nei giorni scorsi la psicoterapeuta e criminologa Alessandra Bramante, che è stata nominata dalla difesa. Lo ha confermato all’agenzia LaPresse il legale della donna Enrico Renzoni, che ha inoltre precisato di aver voluto richiedere il supporto di una specialista per analizzare meglio la personalità della donna. Bradacs è in carcere dalla notte tra il primo e il 2 ottobre ed è ritenuta dai procuratori responsabile della morte del bimbo di due anni che è stato ucciso a coltellate in un casolare nei pressi di un supermercato. 

 


Il fermo è stato poi convalidato dal Gip di Perugia lo scorso 4 ottobre dopo l’interrogatorio di garanzia. Come spiega l’avvocato, la donna continua a mostrare un forte stato di malessere e stress psicologico. I colloqui con il legale, è stato ancora detto, sono difficili, quando subentra il ricordo del figlio la donna non riesce ad esprimersi. Nelle prossime settimane, la criminologa, che lavora a Milano, tornerà quindi ad incontrare la 44enne in carcere. 

 

L’obiettivo, precisa quindi l’avvocato, è quello di ricostruire la vita e il passato della donna. Non è escluso che in seguito possa essere richiesta la perizia psichiatrica sulla signora, che fino a questo momento è stata esclusa dalla difesa. Un delitto efferato che ha sconvolto la città e non solo e suscitato grande dolore al pensiero del corpo straziato del povero bambino.