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Fondi del recovery, all'Umbria 1,5 miliardi già assegnati: corsa contro il tempo per far partire i cantieri

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Antonini Alessandro
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Un miliardo, 580 milioni e cinquecento mila euro. E’ la somma degli importi delle opere umbre del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) già approvate dal governo per la Regione Umbria. A queste si aggiungono  interventi infrastrutturali di “completamento” già finanziati. Una mole di soldi a cui si sovrappongono infrastrutture strategiche nazionali. Segnatamente Quadrilatero ed E78. Quanto ottenuto - che andrà programmato e messo in atto entro il 2026, anno per cui è prevista la rendicontazione pena il ritiro dei finanziamenti - va ad incrociarsi con i progetti presentati, 45 in tutto, per il rilancio economico e sociale della regione. Il Corriere dell’Umbria tira una linea sulle opere vidimate e quelle da ottenere. La stessa Regione proprio questi giorni sta attuando una ricognizione sugli interventi che hanno già il disco verde e che a breve potranno attingere al denaro assegnato. 


La new entry, annunciata ieri pomeriggio dalla giunta in una riunione di maggioranza a Palazzo Donini, è la bozza del piano sanitario regionale che, da sola, attrae risorse per 106 milioni. Di questi 63 sono per gli interventi su tecnologie, digitale e miglioramento sismico e 43 per il potenziamento dei servizi territoriali. Un po’ di dati: con i 43 milioni verranno creati 18 case di comunità, sei reparti per gli ospedali di comunità e sei centrali operative territoriali. L’obiettivo è rendere il servizio sanitario più capillare sul territorio, tagliando su doppioni e sprechi. Impresa ardua: per ora la Regione si limita ridurre da 12 a 5 i distretti, compresi i relativi apicali. L’unificazione delle due aziende sanitarie è rimandata al dibattito in consiglio, dove è atteso un emendamento della maggioranza.
Tornando alla lista delle opere, c’è la cittadella giudiziaria di Perugia che sorgerà nell’ex carcere di piazza Partigiani, oggi abbandonato, per 70 milioni di euro. Lì è prevista la riunificazione degli uffici giudiziari divisi tra via XIV settembre, piazza Matteotti e via Baglioni. 


Ci sono i 167 milioni per la riapertura della ferrovia centrale umbra da Sansepolcro fino a Terni. E’ stata chiusa nel 2017 per mancanza di soldi per la manutenzione. La riattivazione più volte annunciata è rimasta una chimera se non nel tratto Città di Castello-Perugia, dove i treni hanno sì ripreso a passare ma sotto i 50 km orari. Con i nuovi binari - che andranno sostituiti causa “storte”, le deformazioni date dall’usura - arriva anche il sistema di controllo marcia treno, che permetterà di toccare i 95 km orari. 
Nel novero troviamo poi 84 milioni per le periferie di Perugia. Terni e Città di Castello. Qui si tratta di progetti relativi alla viabilità e al rilancio delle aree più disagiate. E ancora: 22,5 milioni sono destinati alle aree ex Cis (contratti istituzionali di sviluppo) dell’area del cratere sismico. 
Si arriva così a una delle fette più corpose: 234 milioni per l’edilizia scolastica. Sono previsti adeguamenti alle certificazioni sismiche e di agibilità: dei 156 edifici umbri secondo l’ultimo report Legambiente solo il 23.1% ha certificazioni base come l'agibilità, il 53,8% il collaudo statico, il 44,3% il certificato prevenzione incendi e solo il 66,0% degli edifici è dotato di accorgimenti per superamento barriere architettoniche. C’è da fare, con scuole che verranno rase al suolo e ricostruite. Perugia si aggiudica anche il Bus rapid transit per 87 milioni. Per le aree colpite dal sisma del 2016 ci sono anche altri 300 milioni per “sviluppo infrastrutture” e attività socio-economiche.
Piatto forte con 510 milioni il tratto umbro ricompreso nel raddoppio dell’alta velocità ferroviaria Roma-Ancona che toccherà Terni, Spoleto, Nocera e Fossato passando per Foligno dove sorgerà anche la prima stazione. Sempre per il infrastrutture ci sono anche il completamento della Quadrilatero e della E78. Una lista importante, che potrebbe allungarsi ancora. Ora vanno messi in campo i progetti, poi i cantieri. Obiettivo fare presto, per chiudere tutto entro il limite indicato dal recovery, ossia il dicembre 2026.