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Perugia: "Costretti ad acquistare stufette su Amazon per scaldare gli studenti"

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L’interruzione del servizio di teleriscaldamento in molte zone di Perugia da mercoledì sta causando i primi disagi tra la popolazione tra Prepo e la Pallotta. A partire dalle scuole. Oltre alla Carducci-Purgotti e all’infanzia Montessori, ad avere problemi è anche il centro internazionale Montessori. “Abbiamo circa 400 ragazzi da riscaldare nelle due sedi, una da 1.400 metri quadrati e l’altra da 800 - dicono Luciano Mazzetti, direttore del centro, e la figlia Valeria che fa parte dell’organigramma - Le soluzioni al momento si chiamano stufette: ne abbiamo già alcune che abbiamo portato nella sede del nido, della casa dei bambini e della scuola elementare. Altre otto invece ne abbiamo ordinate su Amazon per la sede delle scuole medie e dei licei. Fortunatamente sono stufette moderne che in caso di ribaltamento si spengono. Noi avevamo provato a metterci in contatto dall’inizio con la società che ha acquisito la gestione dell’impianto di teleriscaldamento". 

 

 

"Ci avevano detto che sarebbe partito ma poi è arrivata la doccia fredda. Non abbiamo nemmeno una caldaia da attivare, con le stufette quando saranno 0 gradi ci faremo poco. Sono una pezza, per il futuro pensiamo di installare dei condizionatori. Ma questo lavoro non si fa in due giorni”. Anche un genitore di un bimbo che frequenta l’istituto spera che il problema si risolva al più presto: “Le stufette non salveranno i nostri figli dal freddo”, dice Francesco. “Noi al momento non abbiamo nemmeno quelle”, dicono invece dall’Unitre. E i disagi vengono segnalati anche anche dai residenti: sono venti infatti i condomini rimasti senza teleriscaldamento. “Le soluzioni sono da inventare. Noi abbiamo una centrale termica dismessa, stiamo cercando un bruciatore d’emergenza, ma non sono soluzioni immediate - dice Giovanni Paoletti - In casa quest’estate avevamo messo un condizionatore che manda sia aria fredda che calda". 

 

"Si tampona così o con le stufette. Noi, come condominio, abbiamo dato incarico a un legale per capire quello che fare”. Paoletti, inoltre, aveva trovato anche un vantaggio a livello economico nel passare al teleriscaldamento. Cosa che invece non aveva notato Giancarlo Tamburini: “Fino a tre anni fa anche noi avevamo il teleriscaldamento, ma l’abbiamo staccato: non era nemmeno conveniente. L’idea di per sé sarebbe anche buona, ma a noi ha dato sempre dei problemi. Succedeva che in giornate calde il riscaldamento partiva e dovevamo andare a staccarlo, mentre invece potevano esserci delle giornate fredde in cui ci serviva il riscaldamento ma questo o partiva tardi o non partiva proprio”. Intanto il Comune, come riferisce l’assessore Luca Merli, ha parlato più volte con la società Energia Verde Italia: “Stanno facendo delle verifiche. Noi abbiamo parlato anche con il Prefetto. Vogliamo capire quante famiglie sono in grado di ripristinare l’impianto autonomamente”.