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Perugia, il cronoprogramma dei lavori allo stadio Curi: ipotesi curva Nord chiusa tra febbraio e marzo

Gabriele Burini
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“Lo stadio Renato Curi è un riferimento per città e tifoseria, ma necessita di interventi”. Parole di Clara Pastorelli, assessore allo Sport del Comune di Perugia, che ieri mattina ha fatto un punto della situazione sui lavori effettuati all’impianto sportivo e illustrato, assieme al sindaco Andrea Romizi e ai dirigenti Fabio Zepparelli e Paolo Felici, il cronoprogramma futuro. A partire dalla curva Nord, il cuore caldo della tifoseria del Grifo, sulla quale si interverrà ad inizio 2022 con la possibilità che il settore venga chiuso per un paio di partite tra febbraio e marzo.

 

 

“Abbiamo già fatto degli interventi sulla tribuna coperta, sui gradoni della curva Nord per riparare le parti danneggiate e poi abbiamo stilato un cronoprogramma di interventi – ha detto il dirigente Felici – Noi siamo in grado di spendere circa 1,3 milioni, e abbiamo scelto di intervenire immediatamente in curva Nord (con circa il 50% dei fondi, ndr) con un adeguamento della parte strutturale in acciaio e la sostituzione dei gradoni”. Interventi che, come detto, inizieranno ad anno nuovo. Intanto alla fine del mese dovrebbero arrivare i risultati delle verifiche sulle altre strutture: “A quel punto definiremo gli interventi anche negli altri settori che prenderà il via sempre nel 2022 per concludersi, dove possibile, entro l’inizio della stagione 2022/2023. Per quanto riguarda la Nord, con questo intervento tornerà al 100% della capienza al termine del campionato in corso”, ha continuato Felici. La capienza dell’intero Curi è ridotta al 50%. Da 22 mila spettatori si passa a circa 11 mila, ridotti a 7.581 a seguito delle normative per l’accesso agli impianti sportivi a seguito della pandemia.

 

 

“Dalla costruzione dello stadio nel 1975 nessuno ha fatto interventi come questa amministrazione”, ha detto Pastorelli. Nel 2019, su richiesta della commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, sono state condotte dall’Ac Perugia, per conto del Comune, verifiche di vulnerabilità sismica che hanno evidenziato come tutti i settori dello stadio richiedano interventi di adeguamento statico-sismico sulla struttura portante in acciaio. Lo studio ha dato esito nel 2020 e il Comune ha potuto programmare i lavori.
Intanto il club del presidente Santopadre ha incontrato l’amministrazione comunale martedì, ribadendo la volontà di sistemare i 40 bagni all’interno dello stadio, partendo proprio da quelli della Nord. Invece, a riguardo del problema della struttura sopraelevata della tribuna Ovest sorto nell’ultimo match interno, il Comune sta valutando materiale alternativo al vetro. Capitolo nuovo Curi: l’assessore Pastorelli ha dichiarato come l’amministrazione sia attiva nel cercare i presupposti per la “realizzazione di un nuovo impianto”. Venerdì il Comune incontrerà a Roma i nuovi vertici della Cassa deposito prestiti e il Credito sportivo per verificare la volontà e la disponibilità della Cdp di intervenire dopo il cambio al vertice. “Ad agosto si era arrivati a un buon punto d’intesa, poi sono cambiati i vertici. Noi abbiamo intenzione di fare il nuovo stadio – dice Romizi – altrimenti non andremmo a Roma. Ma gli interventi di adesso sono necessari”.