Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, mercato auto in difficoltà. Anche un anno di attesa per la macchina nuova

AUTO MERCATO AUTO CONCESSIONARIE

  • a
  • a
  • a

“Il mercato delle auto resta in forte difficoltà e a pagare il prezzo più alto sono i venditori che in questo momento si trovano in una situazione di forte incertezza. Per salvare la situazione servono incentivi strutturali e certi”: a parlare è Michele Biselli, presidente di Arca Umbria, l’associazione regionale concessionari di auto aderente a Confcommercio. “Per fotografare il reale stato di salute del settore bisognerebbe avere il numero dei contratti stipulati e non quello delle immatricolazioni visto che le consegne sono quasi ferme - puntualizza - Di certo le lunghe attese per il nuovo disincentivano l’acquisto: l’attesa è snervante, si va dai quattro ai dodici mesi. La situazione è uguale per tutti, non cambia da concessionario a concessionario, né da regione a regione”. Il problema, infatti, è mondiale e riconducibile, come ormai tutti sanno, alla mancanza di microchip. Le macchine di oggi ne sono piene, se ne contano fino a un migliaio su un modello di fascia media. Senza questi componenti elettronici, l’assemblaggio non può essere completato e la macchina si ferma. Della carenza di microchip si parla ormai da mesi ma la questione non sembra essere in via di soluzione.

 

 

“E per la prima volta - spiega Biselli - ci sono più clienti che auto. Neanche i rincari dei carburanti fermano la voglia di acquistare l’auto nuova, gasolio e benzina restano i più richiesti. Le vendite di auto a metano già prima degli aumenti incidevano percentualmente pochissimo sul totale. Per fortuna i clienti si rendono conto della situazione, sanno che il problema è a livello mondiale e ci mettono la dovuta pazienza”. In Umbria il calo delle vendite, a ottobre, si attesta intorno al 30%, sulla media nazionale. “Per aiutare il settore servono interventi certi e nel lungo periodo - evidenzia Biselli - I 100 mila euro messi a disposizione dal governo centrale sono andati esauriti in due giorni. In un momento così complesso diventano quasi inutili se non dannosi. Invece il poter contare su incentivi nel lungo periodo avrebbe un’altra valenza - evidenzia Biselli - perché darebbe al consumatore un motivo per acquistare, pur conoscendo i tempi di attesa”.