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Cosa pensano i ternani dell'ordinanza anti-prostituzione

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Fa discutere l'ordinanza anti-prostituzione del sindaco Leonardo Latini, ma anche quella che molti cittadini non esitano a definire una montatura mediatica. Il provvedimento, già adottato e poi prorogato, sarà valido fino al 31 gennaio. Ma la sinistra parla di attacco alla libertà delle donne. E il Pd accusa il sindaco di “aver portato la città, in senso negativo, all’attenzione dei media”. Ma nell'ordinanza è chiaramente scritto che l’intento è quello di superare “la situazione di degrado del territorio e di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana in alcune aree della città” dove la presenza delle lucciole è più evidente e consistente. 

 


Raccogliendo le testimonianze dei ternani che abitano in quei quartieri emerge che la maggioranza degli intervistati ritiene che si tratti di sterili polemiche politiche mentre c'è qualcuno che parla ancora di minigonne e tacchi a spillo vietati. In ogni caso l’obiettivo dell'ordinanza resta quello di arginare il fenomeno della prostituzione di strada. “In molte città sono state adottate ordinanze antiprostituzione - spiega Ermanno Patalocco - come quella di Terni e non riesco a capire il perché di questa tempesta mediatica. Credo che, forse, il provvedimento sia stato interpretato male. Sono convinto che questa ordinanza possa essere molto utile contro la prostituzione”. Gli fa eco Ilenia Rampiconi che la pensa alla stessa maniera in materia di sfruttamento delle prostitute. “Più controlli in determinate vie della città con relativa applicazione di multe è un buon deterrente per chi si prostituisce, ma anche - osserva - una sicurezza per quei cittadini che vivono in certe zone di Terni”. 

 


“Sono convinta che questa ordinanza - continua Alessia De Fazi - possa servire a ristabilire il decoro in alcune vie e piazzali della città. Dal mio punto di vista credo che sia stata data, da chi boccia l'ordinanza, una interpretazione errata”. Sono tutti convinti, dunque, che per il bene della città, per la sicurezza e il decoro l'ordinanza sia la cosa giusta. “E' un fatto positivo sia per noi cittadini - conclude Paolo Montagnoli - che per migliorare il decoro di Terni”. Ma ci sono anche voci fuori dal coro che lamentano un’ingiusta limitazione dei diritti delle donne. Venerdì pomeriggio il sindaco è stato intervistato da Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque dove ha tenuto testa agli attacchi degli ospiti in studio. Intanto i consiglieri comunali Gentiletti (Senso civico) e Pasculli (M5s) chiedono il ritiro dell’ordinanza mentre per Emanuela Mori, dirigente nazionale di Italia Viva, “Terni non è Kabul ed è vergognosa la decisione presa dal sindaco leghista”. Critiche su Instagram anche da Valentina Ferragni, infuencer e sorella della più famosa Chiara.