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Expo a Dubai, tre ragazzi di Assisi volontari al padiglione della Santa Sede | Foto

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Ci sono anche tre assisani (Martina Rossi, Luisa Chiocchetti e Michelangelo Matilli) tra i volontari del padiglione della Santa Sede all'Expo di Dubai. Con il tema Connettere le menti. Creare il futuro, fino al 31 marzo il Pontificio consiglio della cultura, anima la presenza della Santa Sede con un padiglione grazie anche alla presenza di Giovani legati all’esperienza di San Francesco per un evento mondiale, i cui simboli più significativi sono gli storici incontri tra San Francesco e il Sultano di ottocento anni fa e quello di Papa Francesco con il grande Imam di Al-Azhar del 4 febbraio 2019.

 

 

E' la prima esposizione universale del Medio Oriente a maggioranza musulmana, ma la riproduzione, lì presente, dell’affresco di Giotto nella Basilica di Assisi, Francesco incontra il Sultano, è il segno della continuità alla Dichiarazione sulla fratellanza per la pace mondiale e la convivenza comune, molto a cuore a Papa Francesco. I tre giovani assisani fanno parte di uno dei gruppi che, a turnazione, ogni tre settimane, interpreteranno soprattutto i valori del dialogo e della solidarietà verso i più deboli.

 

 

“All’inaugurazione – spiega Martina Rossi – è stato presente Michelangelo Matilli e io con la mia amica Luisa faremo parte del gruppo di otto ragazzi – due italiani e il resto da tutto il mondo – alla chiusura di marzo. Siamo chiamati a testimoniare la fede semplicemente attraverso il nostro modo di essere e il nostro sorriso. Spiegheremo l’arte mantenendo sempre uno spirito aperto di condivisione, trasmettendo la bellezza dello spirito francescano con le nostre azioni, i nostri sguardi”.

 

 

In vista dell’Expo, i tre giovani hanno partecipato a un corso di formazione al Sacro convento insieme ai compagni di tutto il mondo, sotto la guida di fra Simone Tenuti, responsabile delle attività giovanili. “E’ stato interessante - conclude Martina - apprendere il metodo per informare sulle opere artistiche, ma soprattutto per conoscere come poter vivere il messaggio del dialogo e della tolleranza culturale e religiosa attraverso il nostro stile di vita”.