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Perugia, investì e uccise un pedone: assolta conducente

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La vicenda è finita in tribunale a Perugia

Francesca Marruco
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Era a processo per omicidio stradale perché, nel 2016 aveva investito un pedone che era deceduto qualche mese dopo essere stato ricoverato in ospedale. Nei giorni scorsi, il giudice Cavedoni del tribunale di Perugia ha assolto la conducente alla guida -assistita dagli avvocati Michele Nannarone e Paolo Bartoli - che aveva scelto il rito abbreviato. L’imputata, una 26enne di origine moldava, era a bordo della sua Lancia Ypsilon e percorreva via della Scuola a Ponte San Giovanni, in direzione via Cistellini, dopo l’incrocio con via Segoloni e via Venanti, quando aveva investito l’anziano che, è emerso durante il procedimento e le indagini, stava attraversando in prossimità delle strisce pedonali. 

 

 

 

La Procura la accusava di omicidio colposo perché “per imprudenza, perché procedeva al 55 chilometri orari, velocità più alta del limite consentito” e per “negligenza perché avrebbe omesso di avvedersi della presenza dell’anziano pedone”. Secondo quanto emerso, l’anziano aveva attraversato la strada non lontano da un attraversamento pedonale, ma le condizioni di traffico erano particolari. Infatti, la corsia di marcia su cui procedeva l’imputata scorreva regolarmente, mentre nell’altra c’era una fila di auto. L’anziano aveva iniziato ad attraversare da quest’ultima. E a metà carreggiata era stato investito dalla donna.

 

 

Gli avvocati della donna, che hanno chiesto e ottenuto l’assoluzione, hanno sostenuto la tesi di una sentenza della Cassazione in cui viene stabilito che “in caso di omicidio colposo il conducente va esente da responsabilità per l’investimento di un pedone quando la condotta delle vittima configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica non prevista né prevedibile, da sola sufficiente a produrre l’evento, circostanza questa configurabile ove il conducente medesimo, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, si sia trovato nell’oggettiva impossibilità di notare il pedone e di osservarne tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso e imprevedibile”. Secondo gli avvocati la conducente quindi non avrebbe potuto rendersi conto dell’anziano. Prima del processo l’imputata ha comunque risarcito la famiglia dell’anziano.