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Bastia Umbra, pestaggio fuori dalla discoteca: tre ragazzi feriti e locale chiuso 30 giorni

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Rissa con pestaggio, locale chiuso per trenta giorni. Il questore ha disposto un’ulteriore chiusura di 30 giorni per la discoteca di Bastia Umbra in cui il divertimento si è di nuovo trasformato in una rissa, prima all’interno e poi all’esterno del locale. Un revival di quanto successo ad agosto (quando il locale era stato chiuso per 15 giorni) e che sabato sera ha rischiato di trasformarsi in tragedia, visto che gli agenti della polizia di Stato di Assisi, agli ordini del vicequestore aggiunto Francesca Domenica Di Luca, intervenuti sul posto si sono ritrovati di fronte a più di 500 ragazzi, molti dei quali in evidente stato di alterazione alcolica (anche se non coinvolti nella rissa).

 

 

Il bilancio parla di tre feriti medicati dal 118 e dimessi dall’ospedale di Perugia dopo le cure del caso. Uno di loro ha riportato anche una ferita da arma da taglio. A scontrarsi, dopo un apprezzamento di troppo nei confronti di una ragazza, due gruppi: uno di origini straniere e l’altro di giovani della zona. Il diverbio si è trasformato in scazzottata all’interno del locale dopo la reazione del fidanzato della ragazza. Quando il giovane è stato ferito, in sua difesa sono intervenuti gli amici, dando vita a una rissa sedata solo quando il gruppo dei giovani stranieri è stato fatto uscire dal locale. All’interno, peraltro, c’erano centinaia di ragazzi, tutti ammassati, senza alcun rispetto del distanziamento e senza indossare i dispositivi di protezione individuale.

 

 

Secondo quanto riferito dalla polizia, intorno alle 3 di mattina il gruppetto di italiani, dopo aver raggiunto l’autovettura nel parcheggio, è stato accerchiato dai rivali, una ventina di giovani di origini nordafricane intenzionati a vendicarsi. Ne è scaturito un brutale pestaggio con calci, pugni, lanci di sassi e bottiglie di vetro rotte. Usati anche cinture, un machete e un coltellino che ha ferito un giovane. Nella giornata di venerdì 29 ottobre la polizia assisana, in collaborazione con la divisione di polizia amministrativa della Questura di Perugia, ha dato esecuzione al provvedimento di chiusura del locale. Alla base della decisione anche l’allarme sociale creato e la minaccia grave per l’ordine e la sicurezza pubblica.