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Umbria, “Prevalenza giovani no vax in rianimazione, i vaccinati reagiscono meglio alle terapie”

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Francesca Marruco
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Il dato è emerso durante il Cts regionale di ieri: in terapia intensiva, pur se con numeri per fortuna ancora contenuti, iniziano a prevalere le persone giovani e non vaccinate. Sono quelle che necessitano “in maniera più prevalente” dice l’assessore, Luca Coletto, in una nota di cure.  Ma sono sempre le stesse che - è emerso dal Cts - reagiscono peggio alle cure. “Tra le persone ricoverate in ospedale a reagire meglio alle cure sono proprio i soggetti vaccinati, anche con più patologie pregresse”. Il tutto va comunque parametrato a numeri piccoli: in Umbria- secondo l’ultimo report Iss - a ieri l’occupazione in terapia intensiva di pazienti Covid era dell’8%, mentre del 5% nelle corsie comuni. Ovvero 41 ricoverati, di cui 7 in rianimazione. Ad ogni modo, sta scritto nel report Iss che “il tasso di occupazione dei posti letto non è più in diminuzione” un po’ in tutta Italia. Così come si parla di incidenza “in rapido e generalizzato aumento”. “Questo andamento - scrivono gli esperti - va monitorato con estrema attenzione e, se confermato, potrebbe preludere ad una recrudescenza epidemica”. Tra le 18 regioni a rischio moderato c’è pure l’Umbria. 

 


Secondo i tecnici del nucleo epidemiologico regionale, “la curva epidemica, come pure la media mobile a 7 giorni, sembrano mostrare dopo un periodo di costante anche se lieve aumento, un’inversione del trend con una tendenza alla stabilizzazione”. Dallo studio emerge che l’incidenza settimanale mobile per 100.000 abitanti a ieri è pari a 54 casi per 100.000 abitanti. Il confronto con il dato medio nazionale, pur con lievi oscillazioni, mostra un andamento sovrapponibile.

 


Anche l’Rdt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a 7 giorni, si abbassa attestandosi ad un valore di 1,19. L’andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età mostra, anche in questa settimana, una maggior distribuzione dei casi nelle classi di età più giovani (0-18 anni), in particolare tra i 6-10 anni, con tassi superiori alla media regionale. I distretti sanitari dell’Umbria che mostrano un’ incidenza superiore a 50 casi per 100.000 abitanti sono: Terni, Orvieto, Foligno, Assisi e Valnerina che arriva a 211 casi su 100.000 abitanti. Nella seduta di ieri il Cts ha proposto di effettuare degli screening nelle scuole dell’infanzia nelle zone con maggiore circolazione del virus per scongiurare nuovi focolai nei plessi dei piccoli, che non adottano distanziamento.