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Terni, il direttore della Caritas italiana è il nuovo vescovo. Nomina per monsignor Francesco Soddu

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Dopo sette anni il vescovo Giuseppe Piemontese lascia la Diocesi di Terni, Narni e Amelia per raggiunti limiti di età. Al suo posto è stato nominato monsignor Francesco Antonio Soddu, 62 anni, originario di Chiaramonti, in provincia di Sassari, e attuale direttore di Caritas italiana. L’annuncio è stato dato dal vescovo Piemontese a Terni nel corso della mattinata di venerdì 29 ottobre. I vescovi dell’Umbria accolgono con gioia monsignor Francesco Soddu che il Santo Padre ha inviato come vescovo alla Chiesa di Terni-Narni-Amelia.

"La sua ricca esperienza pastorale e la prolungata vicinanza al mondo della povertà nella Diocesi di Sassari e poi come direttore di Caritas Italiana – afferma monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra - sono dono prezioso per il cammino delle Chiese umbre. A monsignor Giuseppe Piemontese – prosegue monsignor Boccardo - rinnoviamo l’espressione della fraternità e della gratitudine per le generosa dedizione al servizio del popolo di Dio e per il contributo sapiente assicurato alla Conferenza episcopale regionale".

Ai fedeli di Terni, Narni e Amelia, il vescovo eletto Francesco Soddu ha indirizzato il suo primo messaggio, che è stato letto dal vicario generale monsignor Salvatore Ferdinandi. Ha rivolto parole di gratitudine al vescovo Giuseppe Piemontese e un saluto affettuoso al clero e laici: "Saluto e abbraccio tutte le famiglie: mamme, papà e figli; voi siete la cellula della Chiesa ed anche la sua forza. Saluto i bambini, i ragazzi e i giovani, gli studenti, gli adulti e gli anziani, i lavoratori e coloro che faticano a trovare o a ritrovare il lavoro. Una particolare carezza d’affetto ai malati, ai sofferenti nel corpo o nello spirito e a quanti le prove della vita hanno riservato giorni difficili e sono tormentati da solitudine e povertà. Saluto tutti coloro che sono impegnati nel campo delle diverse istituzioni amministrative e del sociale, insieme ai quali auspico di poter collaborare per il bene comune. Non vorrei dimenticare nessuno, ma avremo modo di salutarci di persona e “in presenza”, come si è soliti dire in questo tempo di pandemia, che purtroppo continua ad affliggere il mondo intero. Carissimi, davanti a un così grande compito sento la gravità della responsabilità, ma anche il conforto nella consapevolezza di poterla condividere con tutti voi, con quanti avrò il piacere di incontrare e conoscere, in questo significativo tempo di grazia caratterizzato dal Percorso Sinodale della Chiesa. Il Signore, mediante il ministero apostolico del Papa, ci affida l’uno all’altro: a noi il compito di far germogliare e coltivare la sua Carità in ogni nostro atteggiamento".