Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Amelia, Barbara Corvi scomparsa: fiaccolata nel dodicesimo anniversario per chiedere giustizia e la verità

  • a
  • a
  • a

Ancora un'altra fiaccolata per Barbara Corvi, la donna di Montecampano di Amelia, in provincia di Terni, scomparsa nel nulla esattamente 12 anni fa, il 27 ottobre del 2009. A distanza di tempo non si conosce ancora la verità, e soprattutto ancora non è stata fatta giustizia. Un procedimento giudiziario è in corso, e nei mesi passati si sono alternati sviluppi contrastanti tra loro, con l’arresto del marito e la successiva scarcerazione.

 

La richiesta dei familiari di Barbara, e della popolazione tutta di Amelia, si fa sempre più pressante. Si vuole verità e giustizia. La fiaccolata è stata organizzata dal Comitato Barbara Corvi e ha visto una larghissima partecipazione degli amerini. Il sindaco, Laura Pernazza, non è voluto mancare per dare un segnale istituzionale, postando sul proprio profilo le foto della manifestazione.

“A distanza di dodici anni Amelia continua a chiedere verità e giustizia per Barbara Corvi”, ha scritto la prima cittadina, ricordando come questa vicenda interessi l'intera popolazione. Quella di Amelia è una comunità che non accetta soprusi e violenze verso le donne. La scomparsa di Barbara Corvi è da marzo 2021 ufficialmente una vicenda di mafia, trattandosi di presunto femminicidio avvenuto in contesto di ‘ndrangheta.

 

A tal proposito la fiaccolata ha avuto l'adesione dell'associazione antimafia “Libera” e dell'osservatorio regionale antimafia. La presidente dell'osservatorio, Sabrina Garofalo, dopo la fiaccolata ha lanciato un appello affinché chi sa parli; un invito a farsi avanti se si conoscono fatti non ancora emersi. L'osservatorio ha prodotto un nuovo protocollo rivolto alle donne che decidono di uscire dalla violenza di contesti mafiosi. Si chiama “Libere di scegliere”. In questa fase è all'attenzione delle Prefetture. La fiaccolata si è conclusa con l'ascolto di una canzone, “Grida giustizia”, appositamente scritta da una donna, Eugenia Martino, e interpretata da una donna, Valeria Farinacci, con il fine di raccogliere fondi da inviare al Comitato Barbara Corvi. Le azioni di mobilitazione delle coscienze non si fermeranno e gli organizzatori continueranno a manifestare per la ricerca della verità.